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A scanner darkly

  • Titolo originale: A Scanner Darkly
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2006
  • Regia: Richard Linklater
  • Genere: Drammatico, Animazione, Fantascienza
  • Durata: 105 min.
  • Cast: K. Reeves (Bob Arctor), W. Ryder (Donna), R. Downey Jr. (James Barris), W. Harrelson (Ernie Luckman), R. Cochrane (Charles Freck)
  • Sceneggiatura: R. Linklater
  • Soundtrack: G. Reynolds
  • Fotografia: S. F. Kelly
  • Montaggio: S. Adair
  • Distribuzione: Warner Bros
  • Uscita in sala: 20.10.06
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: In un futuro non molto lontano, i trafficanti di una nuova droga, denominata sostanza M, imperversano impunemente negli Stati Uniti.
  • Voto redazione:
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(3 Voti)

Scritto da Noa Persiani

Che cosa vede uno scanner? Vede dentro la testa. Vede dentro il cuore. Vede dentro di me. Vede dentro di noi. Vede in modo chiaro o scuro?

 

Sette anni da adesso. Anahein. California. In un futuro prossimo in cui la tecnologia ed il controllo sociale schiacciano l’individuo. Infestazione. Infetti da sostanza ‘M’, un piccolo fiore altamente velenoso del colore mischiato al cielo col mare. Tossicodipendenza. Il signor ‘Chiunque’: che cosa terribile. Eliminare la domanda di questo stupefacente: nessun mercato da sfruttare. Mutismo. Miseria. Mancanza. Morte. Lenta. Dalla testa in giù. “Tutti abbandonano tutti”. Una registrazione introdotta dietro le sembianze di chi infiltrato non può svelarsi. Non contraddire la prassi. Dietro l’apparenza del vero il non – detto o già il masticato evadono come normalità d’intenti.

 

Nuovo sentiero: entità che conferisce integrità al male, elimina la mediazione della responsabilità pubblica e del libero arbitrio per pazienti apparentemente volontari. Aiuti biologici non contemplabili. Visioni. “Cos’è successo? Come ci sono arrivato qui?”. Il dolore così inatteso, immeritato da snebbiare la mente. Niente di nuovo sul fronte delle aspettative. Una vita famigliare come tante altre, nessun caos intermedio. Quindi tutto termina. Nel mondo oscuro, piccole cose meravigliose traboccano, fluiscono, accadono, sviluppano stimoli. Non si può contare su nulla. Imprevedibilità di respiro.

 

Scanner, la sua visione chiara si spera sia giusta. Diversamente le tenebre affliggono maestose. Senza vedere l’interno. Vedere meglio. “Altrimenti sono dannato per sempre. E in questo modo finiremo per morire. Conoscendo poco o niente e su quel poco che conosceremo ci saremo anche sbagliati”. Sintomi cospicui: fenomeno di composizione più che di deterioramento, tra l’emisfero destro e quello sinistro. Due segnali. Due intermittenze senza senso. Un conflitto del percepire. Disconnessione, trasversalità. “La morte è stata inghiottita nella vittoria”. Utopia di disintossicazione senza conoscere l’attento richiamo verso la legge. Tributo di titoli di coda verso tutte quelle persone ghigliottinate dal male di esistere.

 

Il regista di Houston realizza questa particolare pellicola con la stessa tecnica usata per il suo Waking Life, girando il film e poi ridisegnando e ridipingendo digitalmente ogni fotogramma. Il cast in carne e ossa (ottimo), viene ripreso dal vivo e successivamente trasformato in disegno animato sullo sfondo mosso dal rotoscope, un procedimento che permette di ottenere un movimento animato a partire da un filmato reale. Un misto tra animazione e dal vero, perfettamente aderente alla storia, in cui i personaggi sono sfumati ambiguamente: paranoie, allucinazioni, doppi e realtà parallele. Tratto dall’omonimo libro di Philip K. Dick, il film si concentra sulla riflessione di identità: duplicità, confini che si sfaldano, si confondono, in un continuo senso di dispersione. Una superficialità emotiva come un indistinto motivo di fascino. Lo scanner, quel freddo occhio elettronico è il tramite della realtà. Canto del cigno di una generazione, il film è una vetta amara, affresco di un mondo di percezioni che si moltiplicano, si deformano, si mescolano fino all’annientamento. Conseguito da una colonna sonora perfettamente allineata dai suoni smorzati di Reynolds. “Sai cos'è veramente pericoloso? Uno che ha paura della propria ombra è pericoloso”. Presentato al Festival di Cannes 2006 (sezione ‘Un certain regard’).

 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

7½ 

Lorenzo Bottini

 

 

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