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Alien³

  • Titolo originale: Alien³
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 1992
  • Regia: David Fincher
  • Genere: Drammatico, Horror, Fantascienza
  • Durata: 114 min.
  • Cast: S. Weaver (Ellen Ripley), C. S. Dutton (Dillon), C. Dance (Clemens), P. McGann (Golic) B. Glover (Andrews), R. Brown (Aaron)
  • Sceneggiatura: D. Giler, W. Hill
  • Soundtrack: E. Goldenthal
  • Fotografia: A. Thomson
  • Montaggio: T. Rawlings
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Uscita in sala: n.p.
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Siamo su un pianeta-penitenziario, Fiorina 161, in un altro sistema solare. Qui naufraga il sottufficiale Ripley e con lei approda anche un'altra creatura, simile agli Alien che aveva già combattuto in passato. La comunità che abita il pianeta non é tecnologicamente preparata alla lotta con quella creatura e Ripley ha paura che il suo peggiore incubo stia per tornare.
  • Voto redazione:
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(3 Voti)

Scritto da Paolo Ottomano

Non andrà lontano. Si aggirerà in questa zona, più o meno qui. È come un leone, tiene d’occhio le zebre.

 

Alien³ è il terzogenito della serie omonima inaugurata da Ridley Scott nel 1979, ma è anche il lungometraggio d’esordio di David Fincher: un banco di prova per la creatività del regista, ma anche per testare la sua capacità di adattarsi a un format che continua, sebbene ogni volta sembri essere giunto alla conclusione. La struttura del film, infatti, è simile a quella dell’episodio precedente, almeno fino alla svolta che fa cambiare direzione al racconto e che mette un po’ di pepe in una sceneggiatura che, altrimenti, sarebbe rimasta ingessata nella formula “protagonista contro il suo ambiente, contro il cattivo”. Il sottufficiale Ripley si trova infatti catapultata in un mondo che non le appartiene, in un tempo indefinitamente successivo che scorre durante il suo sonno criogenico, ma non appena si affeziona a chi le ha dato il benvenuto, questi muore, lasciandola sola con chi la osteggia, ma soprattutto chi l’aspetta, Alien. Ed è proprio in questo terzo capitolo della saga che il mostro imparerà a farsi conoscere e a spiegarci perché non ha ancora ucciso la donna, sebbene le abbia viaggiato accanto, in silenzio, come se volesse prendersi cura di lei.


Mettendo a confronto Alien³ con il secondo capitolo, diretto da James Cameron, saltano all’occhio alcune sue caratteristiche peculiari: il ritmo del montaggio di Alien3, per esempio, è più veloce e frammentato rispetto ad Aliens; vive di dettagli e non cede alla tentazione splatter di indugiare troppo sulla fame dello xenomorfo. Questi stessi dettagli, studiati alla perfezione, sono intuibili sin dalla prima sequenza del film che assolve una doppia funzione in grado di ricordarci da dove riprende la storia, introducendo nuovi elementi. Il tutto senza che sia pronunciata una sola battuta di dialogo o che spiegazioni scorrano in sovrimpressione. Insomma, si crea una misura tale da far insinuare nello spettatore il ribrezzo per quello che sta guardando, il timore per quello che vedrà nella scena successiva e, soprattutto, il ricordo che ne avrà a film finito. 


Questa scelta, e anche quella di lasciare il mostro totalmente o parzialmente fuori campo per buona parte del film, lo avvicina alla filosofia del primo, forse il più bello dei capitoli, allontanandolo ancora dal secondo e rendendolo leggermente migliore. Anche la posta in gioco è pià alta e più difficile da raggiungere: se in Aliens si ha la sensazione che Ripley sia fin troppo al sicuro, per gli standard fissati da Alien, in questo caso le cadono addosso più responsabilità, da affrontare in un contesto più rischioso e imprevedibile, oltre che meno sensazionalistico. La figura di Sigourney Weaver, però, tiene insieme i pezzi e rende nel complesso coerente la macro-narrazione, sebbene composta da episodi molto differenti. Prendendo in considerazione solo i primi tre: un classico dell’horror, il primo; un sequel più scolorito e imbottito di una fastidiosa retorica militaresca e cameratesca, il secondo; un thriller quasi più intimista e d’astuzia, il terzo.

 

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Paolo Ottomano

7½

 

 

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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