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Panic room

  • Titolo originale: Panic Room
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2002
  • Regia: David Fincher
  • Genere: Thriller
  • Durata: 112 min.
  • Cast: J. Foster (Meg Altman), K. Stewart (Sarah Altman), F. Whitaker (Burnham), J. Leto (Junior), D. Yoakam (Raoul), P. Bauchau (Stephen)
  • Sceneggiatura: D. Koepp
  • Soundtrack: H. Shore
  • Fotografia: C. W. Hall, D. Khondji
  • Montaggio: A. Wall, J. Haygood
  • Distribuzione: Columbia Tristar Italia
  • Uscita in sala: 19.04.2002
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Meg Altman, dopo il divorzio da Stephen, si trasferisce con la figlia Sarah in una nuova casa, così grande da avere un ascensore interno. Ha pure una stanza particolare, detta panic room: quella in cui rifugiarsi, ad esempio, se dei ladri dovessero entrare in casa e la situazione dovesse degenerareLo scenario si complicherebbe se uno di loro avesse progettato quella stanza, e sapesse come fare per entrarci, o per far uscire madre e figlia. La tenacia e le intuizioni di Meg, però, le permetteranno di tener testa ai malviventi.
  • Voto redazione: 7
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Scritto da Paolo Ottomano

Ciò che voglio è in quella stanza.

 

In una casa c’è una stanza, chiamata panic room, in cui rifugiarsi se dei ladri o degli assassini dovessero coglierci di sorpresa, magari nel sonno. Scorte alimentari, un impianto di videosorveglianza invidiabile, una linea telefonica appositamente dedicata e diversa da quella principale: tutto questo dovrebbe essere sufficiente per gestire un’emergenza e aspettare che arrivi la polizia a fare ordine. Le cose si complicano se uno dei ladri sa esattamente quello che sta facendo: ha scelto quella casa perché ha progettato la panic room e vuole qualcosa che è nascosto al suo interno. Ecco quello che devono fronteggiare Meg e Sarah Altman, rispettivamente Jodie Foster e Kristen Stewart, madre e figlie sorprese nel sonno da tre ladri: questi ultimi pensavano che la casa fosse vuota, ma hanno sbagliato i calcoli. Quello che vogliono, però, non è più accessibile perché il bunker è inviolabile dall’esterno.

Lo sceneggiatore del film, David Koepp, ha certamente esperienza in film high-concept, d’azione, o diretti da registi con una personalità e una poetica ben definite: da Carlito’s Way (Brian DePalma) a Jurassic Park (Steven Spielberg), da Mission Impossible (ancora DePalma) a Spider-Man (Sam Raimi) ad Angeli e Demoni (Ron Howard). Narrazioni di questo tipo sono caratterizzate da una prevalenza dell’azione fisica sui momenti di riflessione, riprese spettacolari ed effetti speciali che spesso rischiano di rubare spazio alla profondità dei personaggi.
 

È quello che succede in Panic Room dove si riconosce la mano del regista David Fincher, talvolta anche autocompiaciuta come nel lungo piano sequenza realizzato in compositing, ricostruendo in post-produzione gli ambienti che la cinepresa attraversa. Ma è solo il 2002 e forse possiamo fingere di non aver notato che, in realtà, si percepisce qualcosa di troppo artificiale. Lo stesso narcisismo emerge nelle sequenze al rallentatore, che se usate col contagocce sono una risorsa per un thriller. Ma il confine tra tensione e noia non è così difficile da varcare.
 

L’ironia che Fincher poteva permettersi in Seven e Fight Club, poi, questa volta non funziona. Sebbene più difficile da sopportare per  tanti minuti consecutivi, la tensione sarebbe rimasta più alta: ci pare che al soggetto del film non giovi alleggerire i toni in questo modo, anche se – paradossalmente – il personaggio responsabile, Junior (Jared Leto), è credibile così com’è.
 

Tracciando un bilancio sulla pellicola, possiamo affermare che Panic Room è un discreto prodotto medio, il più mainstream che Fincher abbia girato fin’ora (2002): possiamo fermarci a guardarlo in televisione, ma non rammarichiamoci troppo se non lo troviamo in videoteca.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Paolo Ottomano

7 

 

 

Alessia Paris

6½ 

Greta Colli

6½

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

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