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Saint Laurent

  • Titolo originale: Saint Laurent
  • Paese: Francia
  • Anno: 2014
  • Regia: Bertrand Bonello
  • Genere: Biografico
  • Durata: 150 min.
  • Cast: G. Ulliel (Yves Saint Laurent), J. Renier (Pierre Bergé), L. Garrel (Jacques de Bascher), L. Seydoux (Loulou de la Falaise), A. Casar (Anne-Marie Munoz), A. Valade (Betty Catroux), H. Berger (Yves Saint Laurent vecchio), M. Lescot (Sig. Jean-Pierre), V. Bruni Tedeschi (Sig.ra Duzer, cliente), V. Donzelli (Renée), J. Trinca (Talitah Getty), D. Sanda (Lucienne), R. Neal (Thadée Klossowski), V. Scognamiglio (Direttrice dell’atelier), B. Bonello (Giornalista di Libération)
  • Sceneggiatura: T. Bidegain e B. Bonello
  • Soundtrack: B. Bonello
  • Fotografia: J. Deshaies
  • Montaggio: F. Rouaud
  • Distribuzione: n.p.
  • Uscita in sala: n.p.
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: La vita di Yves Saint Laurent tra gli anni 1967 e 1976 mentre era all’apice della sua carriera.
  • Voto redazione: 7+
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(5 Voti)

Scritto da Camille Tancrède

Le mode passano, lo stile è eterno. La moda è futile, lo stile no.

 

La Francia quest’anno ha conosciuto ben due film biografici sulla vita di Yves Saint Laurent, stilista che ha dato vita ad una delle più grandi maison di moda nel mondo. Il primo biopic uscito nel mese di Gennaio s’intitolava “Yves Saint Laurent” mentre il secondo “Saint Laurent”, in competizione a Cannes quest’anno e da poco selezionato per rappresentare la Francia agli Oscar. La pellicola di Bertrand Bonello si differenzia molto rispetto al primo film per via delle scelte operate sia dal punto di vista artistico sia per la selezione degli aneddoti narrati.
 

Conosciamo la passione di Yves Saint Laurent nel vestire le donne e, soprattutto, la devozione per la figura femminile in generale, ma poco si sa, a torto o ragione, della sua vita personale. Il film ripercorre gli anni che vanno dal 1967 al 1976, periodo in cui l’artista è già affermato in tutto il mondo come “Monsieur Saint Laurent”. Ma questo periodo per Yves Saint Laurent rappresenta anche un momento di “crisi” a livello personale e sentimentale con l’apparizione del dandy Jacques De Bascher capace di mettersi in mezzo alla relazione tra l’artista e Pierre Berger, suo compagno da sempre. La conseguenza di questa crisi si tradurrà in alcool, droghe e medicine, creando un momento buio per l’ispirazione.
 

Il film mescola, secondo la volontà di Bonello, fatti molto vicini alla realtà e libere interpretazioni, motivo per il quale Pierre Berger non ha dato il suo avallo per il film e ha di conseguenza vietato l’accesso agli archivi. Ciò non toglie al film una notevole e meticolosa impronta artistica che si traduce con sequenze tagliate alla “Mondrian” (un’allusione ad una sua collezione), ma anche in singolari sequenze come il backstage di una delle famose foto di Newton per una delle collezioni di Yves Saint Laurent; oppure la scena in cui l’inquadratura divisa in due propone un “défilé” (sfilata) seguendo l’ordine cronologico, affiancata nell’altra metà schermo dagli avvenimenti storici e politici legati a quegli stessi anni (il Maggio 68, la Morte di De Gaulle, ecc.).
 

L’aspetto artistico trova conferme grazie ad una buona recitazione. Le scene “amorose” di Saint Laurent con Berger e con De Bascher sono sensuali, emozionanti. Forse alcuni criticheranno l’aspetto “gay” del film e l’inutilità di alcune scene al riguardo. Se la seconda affermazione può essere condivisa, la prima è, a mio avviso, priva di senso in quanto Saint Laurent fu notoriamente gay. Dunque sarebbe stato assurdo fare l’impasse su questo argomento, soprattutto in un biopic dedicato! L’interpretazione dell’artista, forse un po’ troppo femminile, viene magistralmente eseguita da un Ulliel irriconoscibile come se fosse la fotocopia di Saint Laurent per la gestualità o il modo di parlare e di fumare.
 

Un film liberamente “biografico”, forse un po’ lungo in alcuni tratti (come la scena in discoteca nel quale Saint Laurent e De Bascher si lanciano sguardi e la camera fa un “va et vient” tra di loro o anche, le scene delle sfilate) ma che artisticamente parlando non lascia indifferente.
 

Alcuni criteri rendono degna la nomina agli oscar: una bella fotografia, un bel montaggio, una buona recitazione. Forse questa volontà di estetismo perfetto (che è da salutare) risente sulla lunghezza del film. Tuttavia gli appassionati di moda apprezzeranno il metodo di confezionamento e di ricerca sui vestiti presentati nella pellicola.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Camille Tancrède

7+

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

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