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Velluto blu

  • Titolo originale: Blue Velvet
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 1986
  • Regia: David Lynch
  • Genere: Thriller
  • Durata: 120 min.
  • Cast: K. MacLachlan (Jeffrey), I. Rossellini (Dorothy) , D. Hopper(Frank), L. Dern (Sandy)
  • Sceneggiatura: D. Lynch
  • Soundtrack: A. Badalamenti
  • Fotografia: F. Elmes
  • Montaggio: D. Dunham
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Uscita in sala: n.p.
  • Visione in v.o.: Consigliata assolutamente
  • Trama: Jeffrey, giovane studente della cittadina di Lumberton, trova il resto di un orecchio umano in mezzo ad un campo abbandonato. Si reca subito alla polizia ma, insieme a Sandy, la figlia del detective, decide di proseguire le indagini per conto proprio. I due soverchieranno quella porta proibita dietro cui si stagliano inquietanti e raccapriccianti retroscena…
  • Voto redazione:
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(4 Voti)

Scritto da Rossella Carluccio

E’ uno strano mondo.

 

Nulla conquista i nostri occhi più della scena iniziale di Velluto Blu: un ameno luogo di provincia, in cui il sole splende, i fiori del giardinetto ben curato crescono rigogliosi sotto le attente cure del loro proprietario, una donna guarda serafica la sua serie tv preferita. Tutto collocato nel giusto posto, eppure stacchi di scena ricchi di tensione fanno presagire che quel luogo così armonioso nasconde in realtà qualcosa di malvagio nel sottosuolo. Un emblematico limbo di inquietudine nel quale Lynch vuole condurci nelle ore successive: attraverso quell'America moderna degli anni '80. Così affascinante e pericolosa. Malvagia e perversa.
 

Mai prima di allora qualcuno era riuscito a scavare così in profondità nella borghesia di provincia americana che tenta di nascondere sotto al tappeto la polvere scomoda, l'eccesso ma soprattutto quella perversione che la permea in tutta la sua colonna. Lynch invece creò - proprio a partire da questo film - un genere a sé stante, pescando nel torbido e mostrandoci chiaramente come in realtà ogni apparente innocuo oggetto, ogni personaggio, ogni angolo, ogni battuta non sia esente da quel turbinio di degenerazione ma, anzi, abbia una carica di minaccia, erotismo e oscurità a noi insaputa. Nulla è limpido e cristallino – tenta di dirci - e tutto può diventare equivoco e  ingannevole.
 

Perversa e straripante di cruda sensualità è Dorothy (Isabella Rossellini), avvolta nel sua vestaglia di velluto blu, denudata e violentata davanti allo spettatore, sensuale e padrona ma allo stesso tempo vittima e oppressa. Una scena di tale carica violenta che ai tempi fu ritenuta inaccettabile, come inammissibile fu il fatto di mostrare il corpo nudo della figlia di Rossellini e della Bergman  - almeno per la giuria di Venezia - che escluse il film dalla selezione.
 

Perverso e mostruoso è Frank (Dennis Hopper), mai così conturbante come in questo film, in cui riesce a catturare e calzare perfettamente la maschera del malvagio. Come quella “a gas” da cui inala continuamente droga durante le scene topiche del suo personaggio.
 

Perverso è anche l'unico rapporto “sano”, quello tra Jeffrey e Sandy (MacLachlan e Dern), nato sotto la stella dell'innocenza giovanile ma che si trascina verso elementi di disturbo e disagio.
 

Velluto Blu può essere visto come un antecedente e precursore di ciò che arriverà da lì a poco e che sconvolgerà per sempre l’idea di serial tv: Twin Peaks. Entrambi raccontano una provincia americana macchiata di sangue e costellata di segreti, che guarda avanti con un velo opaco di oscurità sugli occhi. Lynch rilegge la tematica thriller e giallo e la rivisita alla sua maniera: in tutte le sue opere troviamo quest'inquietudine di fondo, minuto dopo minuto si condensa  malessere in ogni angolo tanto da far piombare nel buio lo spettatore, costretto ad aggrapparsi alle uniche forme che si stagliano di fronte a lui. Quelle oscure.
 

Lynch non disdegna il prodotto hollywodiano, ci tenta in parte con quest’opera, ma nello stesso tempo plasma la Sua opera autoriale, creando un generis, un piccolo capolavoro per gli appassionati. Sapeva già che sotto le note di “Blue Velvet” sarebbe riuscito a pizzicare le corde nascoste in attesa che la “malattia lyncheniana” entrasse per sempre dentro di noi...

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Rossella Carluccio

8½

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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