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Secretary

  • Titolo originale: Secretary
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2002
  • Regia: Steven Shainberg
  • Genere: Commedia
  • Durata: 104 min.
  • Cast: M. Gyllenhaal (Lee), J. Spader (E. Edward Grey), J. Davies (Peter)
  • Sceneggiatura: S. Shainberg
  • Soundtrack: A. Badalamenti
  • Fotografia: S. Fierberg
  • Montaggio: P. Wise
  • Distribuzione: Eagle Pictures
  • Uscita in sala: 04.04.03
  • Visione in v.o.: Se ne può fare a meno
  • Trama: Una giovane donna, da poco uscita da un ospedale psichiatrico, ottiene un lavoro da segretaria. Inizia così una relazione con il proprio datore di lavoro, un avvocato dedito al sadomaso.
  • Voto redazione:
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(4 Voti)

Scritto da Alessio Rocco

A chi spetta dire che l'amore debba essere morbido e gentile?

 

Collari borchiati e sculacciate, vittima e carnefice, fruste e frustini. In una parola: sadomasochismo. Per non perdere il tema disagio per eccellenza, ecco a voi Secretary, film indipendente del 2002 che tocca senza guanti molti temi considerati tabù.


Ogni anno il Sundance Film Festival sforna decine di film indipendenti americani, volontariamente distinti sia artisticamente che produttivamente dagli standard hollywoodiani. Tuttavia, nonostante le buone intenzioni, a volte questi film scendono a compromessi con i canoni losangelini. Non è questo il caso di Secretary, briosa e paradossale commedia che nel 2002 si è aggiudicato il Premio Speciale della Giuria per l’originalità. Raramente temi socialmemte considerati “tabù” sono affrontati così direttamente sullo schermo.

Appena uscita da una clinica psichiatrica, dove era stata ricoverata per autolesionismo, la giovane Lee vuole guadagnarsi il suo piccolo e confortevole spazietto nella società. Viene così assunta come segretaria dall’avvocato Grey (James Spader). Che cosa “legherà” i due? La passione per il sadomasochismo.

La protagonista è interpretata da Maggie Gyllenhaal (futura Rachel Dawes nel Cavaliere Oscuro di Nolan) che appena a inizio carriera ebbe il coraggio di mettersi in gioco, facendo una vera scommessa. Il risultato, a dispetto delle previsioni, fu un buon successo di critica e pubblico.


Il regista esordiente Steven Shainberg mette in mostra senza peli sulla lingua tutte le declinazioni possibili del sadomaso, portando lo spettatore dentro un mondo alieno, respingente. L’effetto è allo stesso tempo straniante e interessante. Se la semplice visione del trailer o la lettura della trama non vi hanno allontanato, dovrete comunque fare i conti con una sempre spiazzante e stravagante prima mezzora, che probabilmente ha mietuto più vittime della peste. Passato lo scoglio, si entra piacevolemente in sintonia con situazioni e personaggi assolutamente assurdi. Questo perché il lato umoristico fa da padrone, ma il tema è comunque affrontato in maniera seria e analitica, non è un gioco fine a se stesso.

Il pregio più grande del film è infatti quello di affrontare la perversione rispettandone la natura decisamente sopra le righe, ma riuscendo anche a renderla quasi universale, sdrammatizzata.

Ho già detto troppo, se siete dei cinefili onnivori abituati a saltare agilmente da un Kurosawa a uno Zalone, o se volete semplicemente vedere qualcosa di veramente originale, questo film è quello che fa per voi.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Alessio Rocco

6½ 

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

 

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