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20.000 Days on earth

  • Titolo originale: 20.000 days on Earth
  • Paese: Regno Unito
  • Anno: 2013
  • Regia: Ian Fosyth, Jane Pollard
  • Genere: Documentario
  • Durata: 95 min.
  • Cast: N. Cave (sé stesso), W. Ellis (sé stesso), S. Bick (sé stessa), D. Leader (sé stesso), R. Winstone (sé stesso)
  • Sceneggiatura: I. Forsyth, J. Pollard, N. Cave
  • Soundtrack: N. Cave, W. Ellis
  • Fotografia: E. Wilson
  • Montaggio: J. Amos
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Uscita in sala: 02.12.2014
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Il suono della sveglia che segna l'alba di un nuovo giorno. Il ventimillesimo passato su questa terra. A riflettersi dentro lo specchio - e davanti alla telecamera - è Nick Cave, musicista ed icona rock che in una sorta di documentario-film racconta la sua esistenza fino ad oggi. E' giunto il tempo dei bilanci e l’artista ne approfitta per stendere un tappeto di ricordi e aneddoti della sua vita. Nick Cave si svela e racconta le sue esperienze ed infine torna al suo mondo.
  • Voto redazione:
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(5 Voti)

Scritto da Rossella Carluccio

Avere una cattiva idea è meglio che non agire affatto, quell'idea potrebbe generare cose grandiose.

 

La memoria è quello che siamo e perderla è il più grave trauma che un uomo potrebbe subire. Spinto dal desiderio innato di preservarla, Nick Cave, musicista, cannibale di storie ed esperienze, realizza che è  giunto al suo ventimillesimo giorno su questa terra e non vuole perdere nemmeno una traccia di  questo lungo cammino.
 

Davanti alla telecamera, in una sorta di reality pre-costruito passa in rassegna i suoi ricordi di infanzia, le reminiscenze dell’Australia, il suo primo gruppo "The Birthday Party", l'arrivo in Europa ed il cielo sempre scuro di Londra, il passaggio alla droga e la consacrazione al successo con i "The Bad Seeds" che lo ha reso quell'icona di indiscutibile talento e singolarità nel panorama musicale contemporaneo. L'incontro da crash bang con l'attuale moglie e l'arrivo dei gemelli, il momento in cui finalmente poté scrivere sui suoi diari "Il cielo fuori dalla finestra è diventato davvero blu adesso".
 

Cave, costruisce fin nei minimi particolari una pura e genuina finzione di una sua giornata tipo: la sveglia accanto a sua moglie, il rituale mattutino, le prove in sala d'incisione seguendo il processo creativo che lo porterà al prossimo disco, gli incontri con i collaboratori storici, le sedute psicanalitiche per far riemergere dal sottosuolo "quel mostro nascosto sotto la superficie" che da anni alimenta la sua musica e le sue animalesche performance dal vivo. Cave si trasforma in consapevole maestro d’orchestra che dirige oltre a sé stesso anche i suoi stessi amici: l'attore britannico Ray Winstone, il chitarrista del suo ultimo gruppo Blixa Bargeld  e la popstar Kylie Minogue con cui anni fa produsse un album in collaborazione.
 

Quello che c’è di più vero è solo il flusso creativo che investe Cave nell’atto di produrre nuove opere: seguiamo fin dalla nascita una delle tante idee che vaga disorientata fino a trovare e trasformarsi nel prossimo componimento. "Bisogna addomesticare le canzoni, perché la canzone all'inizio è un tiranno, è lei a comandare, poi in studio, tenti di renderla docile. Quando ci entri dentro davvero, credi di essere un Dio. Chi sale sul palco deve creare un'esistenza trasformativa dimenticando di chi si è, ed esattamente in questi momenti che senti di essere la persona che volevi essere".
 

Auto celebrativo, autoreferenziale. Nick Cave è dovunque, straripa in un'ora e mezza in cui lui è unico re e suddito del suo mondo: è lui la voce narrante, è lui che tira i fili della storia, sono tutti  suoi i ricordi, i suoi trionfi - e raramente le sue sconfitte - ad essere messe sul palco del concerto più importante della sua vita.
 

Se si oltrepassa quella linea di confine che giudica questo film puramente autobiografico, si arriva alla sua vera essenza, un vero e proprio esercizio di narrazione, la trascendenza dell'atto del raccontare. Essenza ultima  ed onesta a cui Cave mira, fin da l'inizio. Poiché "Chi conosce la propria storia, certamente non ne troverà un senso mentre la sta vivendo. E' tutto baccano e confusione. Diventa una storia solo quando la si racconta e la si racconta ancora. La nostra preziosa ricostruzione che raccontiamo di nuovo e di nuovo a noi stessi o agli altri. Per prima cosa creando la narrativa delle nostre vita e poi cercando di impedire che la storia si dissolva nell'oscurità".

  

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Rossella Carluccio

7½

 

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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