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La vita è meravigliosa

  • Titolo originale: It’s a Wonderful Life
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 1946
  • Regia: Frank Capra
  • Genere: Drammatico, Commedia
  • Durata: 131 min.
  • Cast: J. Stewart (George Bailey), D. Reed (Mary Hatch Bailey), L. Barrymore (Henry F. Potter), T. Mitchell (William “Billy” Bailey), H. Travers (Clarence Oddbody)
  • Sceneggiatura: F. Goodrich, A. Hackett, F. Capra, J. Swerling, M. Wilson
  • Soundtrack: D. Tiomkin
  • Fotografia: J. F. Biroc, J. Walker, V. Milner
  • Montaggio: W. Hornbeck
  • Distribuzione: IFC Films
  • Uscita in sala: 24.06.48
  • Visione in v.o.: Consigliata assolutamente
  • Trama: George Bailey è un giovane onesto, desideroso di avventure e di viaggi, che per una serie di eventi si troverà a dedicare il suo tempo al servizio del prossimo. Nato a Bedford Falls, una piccola cittadina di provincia, è costretto a restarvi tutta la vita rinunciando alle sue aspirazioni.
  • Voto redazione:
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(6 Voti)

Scritto da Elena Usai

Che cosa vuoi, Mary? Puoi dirmelo! Vuoi la luna? Se la vuoi, io la prenderò al laccio per te.

                                                                                                                            

America, 1946. La guerra ha ormai voltato l’angolo preparandosi verso nuove mete permettendo a coloro che, vincitori, alzano in aria le bandiere per guardare simultaneamente verso l’orizzonte, verso un nuovo futuro. Ciò di cui si sentiva la necessità era ricominciare a sognare, e chi, se non Hollywood, avrebbe potuto rispondere a tale richiamo. La metà degli anni ’40 sono il periodo in cui il genere predominante assume il volto della commedia intrisa di quella velatura romantica che, dotata di un ingrediente come la speranza, accompagna la storia verso il lieto fine tanto desiderato nella realtà degli spettatori seduti in sala.

 

Uno dei principali esponenti fu Frank Capra che, a un anno dalla fine della guerra a cui egli stesso partecipò, unisce la sua nascente casa di produzione, la Liberty Films, con la major RKO (conosciuta sia per l’importante contributo che diede al genere del musical avvalendosi della coppia Rogers-Astaire, sia perché l’unica che riuscì a porre sotto contratto l’enfant prodige Orson Welles) dando vita ad uno dei cult natalizi più famosi della storia del cinema: La vita è meravigliosa.

 

La pellicola fu accolta timidamente dal pubblico e dalla critica aggiudicandosi un comunicato ufficiale redatto dall’FBI con l’accusa di propaganda comunista, in un periodo in cui la caccia alle streghe di sinistra avrebbe dato il via alla famigerata blacklisted hollywoodiana.

 

La vita è meravigliosa nasce da un racconto del 1939 "The Greatest Gift" scritto da Philip Van Doren Stern e distribuito privatamente sotto forma di cartoline natalizie. Il destino volle che Gary Cooper fosse una delle poche persone destinate a possederne una e, attore feticcio della RKO, propose alla casa la realizzazione di un film ad esse ispirato. Il futuro della pellicola era scritto fin dalla sua nascita.

 

“Ogni essere umano ha la propria importanza nel mondo” è il nucleo centrale intorno al quale ruota la storia che, partendo dalla rivelazione angelica sotto forma di stelle, ci mostra attraverso dei salti temporali la vita di un uomo qualunque al quale accadono cose straordinarie: George Bailey (James Stewart). Attraverso tre frasi (i 12 anni, i 21 con il primo amore ed infine l’età adulta) entriamo in confidenza con il personaggio, impariamo a conoscerne gli ideali, i valori e i sogni, quest’ultimi costretti ad entrare in conflitto con la realtà del mondo che conduce George ad allontanarsene.

 

La vita procede sino al momento in cui la vita lo pone dinanzi ad un ostacolo ed è nel momento peggiore della sua vita che compare l’ASC, l’angelo di seconda classe Clarence che, aiutando George ad amare nuovamente la vita, lotta per ottenere le tanto attese ali. Nello stile dickensiano di Canto di Natale, l’angelo mostra al protagonista deciso a suicidarsi quanto è grande l’importanza della vita e cosa sarebbe successo se lui non fosse mai nato.

 

Frank Capra, tra elogi e critiche, dimostrò la tenerezza e l’ottimismo capace di risollevare, attraverso la speranza, lo spirito del paese mostrando sul grande schermo l’amore per la vita ottenendo cinque candidature ai premi Oscar e divenendo vincitore del Golden Globe. È curioso osservare il forte impatto che la pellicola ebbe a livello culturale divenendo, ad esempio, parte della condanna di un imputato accusato di aver ucciso la moglie e la cui visione aveva lo scopo di mostrare all’uomo il valore della vita.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Elena Usai

8½ 

 

Alessia Paris

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

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