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Au revoir les enfants

  • Titolo originale: Au revoir les enfants
  • Paese: Francia
  • Anno: 1987
  • Regia: Louis Malle
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 105 min.
  • Cast: G. Manesse (Julien Quentin), R. Fejtö (Jean Bonnet)
  • Sceneggiatura: L. Malle
  • Soundtrack: n.p.
  • Fotografia: R. Berta
  • Montaggio: E. Castro
  • Distribuzione: Istituto Luce
  • Uscita in sala: 05.11.87
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: A Parigi nel 1944, l'undicenne Julien Quentin ed il fratello François salutano la madre, costretta a separarsi da loro a causa della guerra e della situazione che in città sta diventando sempre più critica. Il piccolo è particolarmente affezionato alla giovane donna e soffre per questo distacco. I due fratelli arrivano nel collegio di gesuiti dove giungono anche altri ragazzi benestanti ed incoscienti: in breve tutti riprendono la vita spensierata di allievi più o meno studiosi. Fra loro vengono inseriti dal rettore, padre Jean, tre ragazzi un pò più grandi, uno dei quali, Jean Bonnet, timido, misterioso, molto sensibile, attira subito la curiosità di Julien, che è un pò il leader del gruppo.
  • Voto redazione: 8
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Scritto da Elena Usai

Non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo.

 

Ancor prima de Il bambino con il pigiama a righe, oggi principale punto di riferimento cinematografico quando si va a trattare il tema della Shoah, aleggiava la delicata opera di Louis Malle.
 

Au revoir les enfants rappresenta ciò che di più intimo l’uomo possiede: il ricordo. Un passato che viene messo a nudo dal regista il quale decide, attraverso il cinema, di narrare il frammento temporale, probabilmente a lui più caro, dell’infanzia trascorsa in un collegio religioso a Fontainebleau nella Francia occupata dai nazisti.
 

Un processo che par semplice ma non lo è. Molto spesso riportare indietro la mente a quegli attimi che trafiggono l’animo umano per trasformarli in arte si rivela complesso, se non anche doloroso. A tal proposito la pellicola prenderà vita solamente nel 1987 in seguito ad una lunga parentesi hollywoodiana che comprende film quali Pretty baby ed Atlantic City. Solo allora Louis Malle accumulerà la forza necessaria per raccontare il suo punto di vista all’interno di una cinematografia dedicata all’olocausto assai ampia e non sempre perfetta.
 

Vincitore del Leone d’Oro alla 44esima Mostra di Venezia, di tre David di Donatello e due candidature agli Oscar, Au revoir les enfants racconta l’amicizia silenziosa fra due ragazzini: uno appartenente alla borghesia francese, l’altro ebreo nascosto all’interno del collegio sotto falso nome.
 

Impossibile non creare un collegamento con il capolavoro letterario di Uhlmann, "L’amico ritrovato" seppur ambientato in un contesto differente dalla serenità del collegio francese che diviene spettatore silenzioso delle sensazioni che pervadono le mente dei giovani, alimentate da sguardi e parole appena sussurrate. Non vi è colonna sonora se non creata dai suoni del collegio stesso, dalle risate, dal vento, dalle foglie che cadono, dal suono delle bombe. Il tutto inserito in un contesto in cui la serenità viene cosparsa di realismo nel momento in cui si sottolinea la situazione instabile a cui conduceva la guerra, tra lezioni interrotte al suono della sirena, mancanza d’acqua calda e penuria di cibo. Ciò non trafiggeva la speranza di cui è fatto portatore quel luogo magico dove l’insegnamento principale è: “Per me la vera educazione sta nell'insegnarvi a far buon uso della libertà" come afferma padre Jean, figura altrettanto importante all’interno della storia.
 

Infine, come ha dichiarato lo stesso regista: "È solo quando la memoria viene filtrata dall'immaginazione, che i film arrivano realmente nel profondo dell'anima".

 

Voti della redazione

 

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