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Midnight in Paris

  • Titolo originale: Midnight in Paris
  • Paese: USA
  • Anno: 2011
  • Regia: Woody Allen
  • Genere: Commedia
  • Durata: 100 min.
  • Cast: R. McAdams (Inez), M. Cotillard (Adriana), O. Wilson (Gil), M. Sheen (Paul), A. Brody (Salvador), A. Pill (miss Fitzgerald), K. Bates (Gert), K. Fuller (John), G. Elmaleh, M. Vuillermoz, T. Hancisse, C. Bruni, N. Arianda (Carol), T. Hiddleston (Fitzgerald), L. Seydoux (Gabrielle)
  • Sceneggiatura: W. Allen
  • Soundtrack: S. Wrembel
  • Fotografia: D. Khondji
  • Montaggio: A. Lepselter
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Uscita in sala: 2 .12.11
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama:
    Midnight in Paris racconta le vicende di una famiglia in viaggio d’affari a Parigi e di una giovane coppia di fidanzati che, grazie a questo viaggio, si renderanno conto di quanto preziosa sia realmente la loro vita.

  • Voto redazione:
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(4 Voti)

Scritto da Alessia Paris
- Io non vengo da questo tempo… vengo dal duemila, dal futuro!
- Non mi sembra strano...
- Ma certo! Siete surrealisti!


Tutto quello che avreste sempre voluto vedere di Parigi e che non avete mai osato chiedere.


Chi non ha subìto il fascino di Parigi? Bastano le sue strade, la sua pioggia, i suoi lunghi boulevards, le sue biciclette, i vecchi ibri sulle bancarelle ai lati della Senna, i colori di questa città per incantare e ammaliare gli animi. Per non parlare del ricordo della Parigi degli anni Venti, quella Parigi degli autori, dei caffé, degli incontri notturni, della Bohème. Oh, la Bohème… Quella Parigi che alimenta il sogno di vivere in un’epoca d’oro e lontana, apparentemente perfetta, magica. 
 

Di film su Parigi ce ne sono stati tanti e tanti ancora ce ne saranno, ma un film così, capace di avverare per un’ora e quaranta minuti il sogno segreto di tanti appassionati della Ville Lumière, non si era mai visto. E forse solo Woody Allen poteva girarlo, per quel gusto agrodolce che le sue grandi commedie portano sempre con sé, per la sua capacità di disegnare e reinventare nuovi volti ai cliché attraverso il suo genere prediletto, la commedia; ma non la commedia in generale, la commedia di Woody Allen, ovvero quella capace di parlare a tutti noi, ma anche singolarmente ad ognuno di noi.
 

Midnight in Paris un po’ come La rosa purpurea del Cairo: film capaci di trasportare sulla pelle quella sensazione onirica che l’immaginazione mescolata alla realtà genera tra i più sognatori di noi. Un film deve poter regalare emozioni reali, che tutti noi abbiamo vissuto o possiamo immaginare di vivere, ma ogni tanto deve anche permetterci di sognare qualcosa che la vita vera non potrà mai offrirci, come incontrare il personaggio di un film che non si sa come un bel giorno decide di scappar fuori dallo schermo del cinema per incontrare il mondo degli esseri umani, oppure come trovare i nostri miti letterari e artistici del passato seduti al tavolo di un bar, bere insieme a loro e darsi appuntamento per il giorno dopo…
 

Il dolore più grande – e parlo in primissima persona – per chi ha visto e rivisto ogni singolo film del regista newyorkese, è la mancanza in Midnight in Paris di Woody Allen stesso. Non come regista, ma come attore, quell’attore giovane di Manhattan o di Io e Annie, che purtroppo non vedremo più, per l’inesorabile colpa del tempo, che invecchia anche i migliori e che non l’avrebbe reso credibile nei panni di un giovane scrittore innamorato di Parigi. Mentre la pellicola scorreva, osservavo Owen Wilson, e leggevo in lui, nella sua appena pronunciata balbuzie, nel suo modo di gesticolare, nella sua insicurezza, nella sua incapacità di vedere il quadro d’insieme della sua situazione sentimentale, la volontà registica di Woody Allen di attribuirgli quella caratterizzazione che nessun altro nella storia del cinema riuscirà ad acquisire, e che appartenevano e appartengono solo ed esclusivamente a quel basso uomo dolcissimo con i capelli arruffati che camminava pensieroso per le strade di New York. Se si potesse letteralmente ritagliare su una vecchia pellicola, il Woody Allen degli anni d’oro della sua filmografia, incollarlo in questo ultimo film e dargli nuova voce, fargli prender vita per le vie parigine, Midnight in Paris sarebbe il nuovo capolavoro di uno dei più grandi registi della storia del cinema. Purtroppo questo non è possibile e dobbiamo accontentarci di un Owen Wilson che è bravo, ma che non è Woody Allen, di una Rachel McAdams che è molto carina, ma che non è Diane Keaton.


E questo solo pensiero, ovvero riuscire a percepire come il potenziale estetico ed emozionale del film sarebbe potuto crescere qualora gli attori disponibili fossero stati gli “originali” fedeli alla filmografia woodyalleniana e non la seconda scelta dettata dal tempo e dai suoi effetti, rende malinconici e nostalgici e forse comincia anche a farci versare qualche lacrima.


Nota di demerito al doppiaggio: Il doppiaggio di Marillon Cotillard non rende giustizia alla sua bellezza. Classico esempio di come una voce può rendere una delle donne più sensuali del mondo “una carina qualunque”. Maledetti!
 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

7½ 

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

6½ 

 

» ideals

 


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