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No Home Movie

  • Titolo originale: No Home Movie
  • Paese: Belgio, Francia
  • Anno: 2016
  • Regia: Chantal Akerman
  • Genere: Drammatico, Documentario
  • Durata: 105 min.
  • Cast: C. Akerman, N. Akerman
  • Sceneggiatura: C. Akerman
  • Soundtrack: n.p.
  • Fotografia: C. Akerman
  • Montaggio: C. Atherton
  • Distribuzione: Zeugma Film, Doc & Film (distribuzione internazionale)
  • Uscita in sala: n.p.
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Chantal Akerman dirige un film sulla madre, una madre non c'è più. Sulla donna che è arrivata in Belgio nel 1938 fuggendo dalla Polonia. Su una donna che si vede sempre sola, nel suo appartamento di Bruxelles. Chantal Akerman dirige un film sul mondo che cambia e su una madre che non se ne accorge.
  • Voto redazione: 8
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Scritto da Giulia Piccioni

- Chantal perché mi filmi sempre?
- Mamma io filmo tutti quanti. Evidentemente te più che gli altri.

 

Se l’anno scorso i Cahiers du Cinéma avevano dichiarato Mia Madre di Nanni Moretti come miglior film dell’anno, il numero di Novembre 2015 dedicava la copertina al regista italiano ed un lungo omaggio alla memoria di Chantal Akerman morta in Ottobre. Per chi non la conoscesse, ovvero purtroppo la maggioranza del pubblico italiano, questa regista, attrice e video artista precoce (a quindici anni lascia il liceo per studiare cinema, a diciotto fa il suo primo film) ha segnato una intera generazione di artiste e registe. Il grande successo arriva negli anni settanta con il passaggio a Cannes (Quinzaine des réalisateurs nel 1976) e la consacrazione nei festival femministi e non solo. Giudice a Venezia e Cannes, ha lavorato e presentato i suoi film in tutti i maggiori festival, da Locarno a New York.
 

Questo suo ultimo film presentato per la prima volta all’ultimo Festival di Locarno, tocca ed emoziona ripercorrendo in forma di documentario poetico la storia di Natalia, polacca belga deportata con la sua famiglia ad Aushwitz ma ritornata sola. Una donna ebrea ultra ottantenne, ma anche e soprattutto sua madre, musa del suo cinema. Le immagini viaggiano dalla Giordania all’America passando per il Belgio e la Francia. Chantal gira il mondo eppure torna sempre a casa per coccolare ed assistere questa madre così affettuosa che ama ridere e parlare della propria famiglia.


Un animo delicato quello di Natalia, che riempie di complimenti la figlia ma facendo attenzione, "perché sai le mie parole verranno poi ascoltate da altri". Questo è un film intimo che parla di una storia d’amore che non conosce confini o barriere e che si serve anche delle nuove tecnologie per vivere. Alcune sequenze sono dedicate alle brevi chiamate che madre e figlia intrattengono tramite Skype, perché come Chantal dice "voglio mostrare che al mondo non ci sono più barriere".


Il grande appartamento a Bruxelles con le sue stanze eleganti e le mattonelle verdi della cucina diventa palcoscenico per la percezione del lutto, della memoria, dei ricordi e dei sorrisi. Chantal mangia, parla, dialoga con la madre sul passato, la spinge a mangiare, ma incapace di accettare l’incombere della vecchiaia materna scappa, sfugge, lascia che sia la camera a mostrare quello che lei non riesce a guardare. Natalia è la vera protagonista, è lei che detta il ritmo al film che quindi programmaticamente non è veloce. Piani sequenza e lunghe inquadrature costruiscono un film che governa il tempo più che subirlo. Ogni minuto così faticosamente vissuto da madre e figlia si riflette nello spettatore che all’uscita sente di aver vissuto e non semplicemente passato due ore.


Insomma un film lontano da quello di morettiana memoria, eppure altrettanto autobiografico che prova a raccontare in che modo un regista viva la morte della propria madre, ma soprattutto come questa viva il distacco dai figli. Nel suo ultimo film Chantal Akerman ci regala un testamento sentimentale, un inno alla memoria, alle proprie radici, all’amore. In sintesi un bacio d’amore che ha il sapore di poesia.

 

Voti della redazione

 

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Giulia Piccioni

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

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