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4:44 Last day on Earth

  • Titolo originale: 4:44 Last day on Earth
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2011
  • Regia: Abel Ferrara
  • Genere: Drammatico, Catastrofico
  • Durata: 82 min.
  • Cast: W. Dafoe (Cisco), S. Leigh (Skye), N. Lyonne (Tina), P. Hipp (Noah), T. M. Sullivan (Prete), A. Perullo (Contrition), S. Mars (Skype Dancer), J. Restivo (Suicida), D. McDowell (Ex moglie di Cisco)
  • Sceneggiatura: Abel Ferrara
  • Soundtrack: J. Mason
  • Fotografia: K. Kelsch
  • Montaggio: A. Redman
  • Distribuzione: BIM Distribuzione
  • Uscita in sala: n.d.
  • Visione in v.o.: Non indispensabile
  • Trama: Certi di star vivendo l'ultimo giorno prima della fine del mondo, l'attore Cisco e la pittrice Skye trascorrono i loro ultimi momenti in un grande appartamento di New York.
  • Voto redazione: 6+
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(3 Voti)

Scritto da Alessia Paris

Ultimo giorno sulla Terra?
Sesso e Rock'n'roll.
O quasi. 

 

Ci si poteva aspettare di più da questo ultimo giorno della Terra. Ma forse non ci si può aspettare di più dagli esseri umani. Sembra dirci questo, Abel Ferrara, con il suo ultimo film, presentato a Venezia68.
Impossibile non domandarsi cosa vorremmo fare noi l'ultimo giorno della nostra vita, prima che arrivi la fine del mondo. Probabilmente, per quanto banale, molti risponderebbero grossomodo le stesse cose. Forse per motivi legati alla paura, al sentimento che ci smuove in quel tutti in quel momento, a disponibilità economiche, o forse più semplicemente perché non si riesce proprio a godersela per bene sapendo che poche ore dopo ci sarà la resa dei conti finale.

 

Alle 4:44 il mondo finirà, è sicuro e non c’è scampo. Lo sanno tutti ormai da tempo, gli esseri umani si sono quasi rassegnati all’idea, hanno imparato ad accettarla come tante altre cose. Abel Ferrara racconta l'ultimo giorno della Terra componendolo di quotidianità. E' forse proprio questa la forza intellettuale della pellicola e al contempo la sua debolezza visuale. Una quotidianità qualunque, quasi indifferente, di cui in fondo non interessa proprio nulla neanche a noi spettatori: ozio, momenti d'amore, ultimi addii e tentativi di aggiustare le scelte sbagliate fatte nella vita, o quasi. Il risultato è amaro, banale, triste e anche patetico. Non c'è nulla di coinvolgente, nessun addio memorabile, nessun monologo da grande attore. La fine del mondo è banale, ci coglie in flagrante sui nostri difetti, sulle nostre debolezze, non ci concede possibilità di rimedio, di espiazione dei peccati, di migliorarci.

 

Il film non concede né sorprese né vere e proprie attese, ci mostra la semplicità della psiche umana e la sua banalità. La rincorsa al piacere immediato, l'atto sessuale o l'assunzione di droghe, è il metodo ritenuto qui più comune e efficace per stabilizzare ed esorcizzare la propria paura, il senso di smarrimento e di inutilità. Istinti.
 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 6

  

» ideals

 


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