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Amami se hai coraggio

  • Titolo originale: Jeux d’enfants
  • Paese: Francia / Belgio
  • Anno: 2003
  • Regia: Yann Samuell
  • Genere: Drammatico, Sentimentale
  • Durata: 93 min.
  • Cast: Guillame Canet (Julien Janvier), Marion Cotillard (Sophie Kowalsky) sceneggiatura J. Cukier, Y. Samuell musiche Philippe Rombi fotografia Antoine Roch montaggio Andrea Sedlackova
  • Sceneggiatura: J. Cukier, Y. Samuell
  • Soundtrack: P. Rombi
  • Fotografia: A. Roch
  • Montaggio: A. Sedlackova
  • Distribuzione: Mediafilm
  • Uscita in sala: n.d.
  • Visione in v.o.: Non indispensabile
  • Trama: Un’amicizia che fiorisce ed una scatola a cui, se scegli di giocare, può farti fare tutto ciò che non faresti mai.
  • Voto redazione:
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(4 Voti)

Scritto da Greta Colli

Giochi o non giochì?
Quand’è che il gioco smette di essere gioco e si trasforma in realtà?
Quand’è che non seguiamo più le regole
e andiamo oltre i limiti?

 

Spesso è difficile accorgersene e quando arriva il momento in cui la realtà si manifesta ai nostri occhi, è troppo tardi. Due bambini e una scatola che può farti fare quello che vuoi, devi sol dire “gioco” e tutto quello che verrà dopo sarà un obbligo. Julien (Guillame Canet) e Sophie (Marion Cotillard) hanno 8 anni e chi per un dolore, chi per un altro, si ritrovano a vivere la vita in disparte; fino a quando non si incontreranno e cominceranno un gioco a cui non potranno smettere di essere legati, nemmeno diventando adulti. Con la scatola tutto è lecito, basti pensare alla frase che i due sin da piccoli si ripetono a vicenda “se lo puoi pensare, lo puoi fare”… è chiaro che stiamo parlando di follia pura, poichè la mente, aiutata dalla fantasia, può arrivare ovunque! e allora questo gioco diventa vita e la vita si fa gioco e non puoi più tirarti indietro, faresti la figura del fifone. Accetti e ti spingi oltre senza pensare alle conseguenze, senza pensare che piano piano stai scivolando e non basterà più una scatola. Il punto è che non parliamo di una semplice scatola o meglio, “La scatola” è un escamotage del regista per parlare di altri problemi. Per i bambini è un divertimento, un modo come un altro per non sentirsi in colpa di fare le cose… giochi? sì! dovrai fare pipì davanti al preside mentre ti sgrida! Chi mai non l’ha sognato almeno una volta nella vita di fare qualcosa di trasgressivo ma poi non ha avuto il coraggio? ed ecco che entra in ballo “La scatola”. Non prendersi la responsabilità delle azioni che facciamo è un sogno intrinseco dell’uomo, poter dire "mi è stato detto di farlo". Fin quando sei un bambino è accettabile, ma cosa succede quando cresci? Quando il gioco si fa serio e le "richieste" non sono più un passatempo ma un vero e proprio farsi male. Una scommessa con la vita che fai lanciando un dado. L’adulto sa a cosa va incontro, sa che sui binari un treno passa sempre e allora perchè accetta di farlo? Per divertimento o perchè ormai non sa più distinguere realtà e gioco? Forse sono vere entrambe le cose ma è altrettanto vero che prima o poi, la scatola perde la sua maiuscola e diventa semplice latta ed è lì che ci si accorge di aver superato il limite e che l’unico modo  che si ha per tornare alla realtà, è rompere la magia.

 

Il tema può avere qualcosa di già visto ma l’ossessione che gira intorno ad un oggetto apparentemente insignificante, ha qualcosa che vale la pena di vedere. Siamo noi a dare un valore alle cose, siamo noi che crediamo nei portafortuna, senza capire che è tutto nella nostra testa.

 

E ora… giochi?


Curiosità: Una canzone ricorrente nel film è “La vie en Rose” di Edith Piaf che, pochi anni dopo interpretata dalla stessa Marion Cotillard, nel film omonimo al titolo della canzone, la porterà a vincere l’Oscar.
 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

7½ 

 

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

 

» ideals

 


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