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Ponyo sulla scogliera

  • Titolo originale: Gake no ue no Ponyo
  • Paese: Giappone
  • Anno: 2008
  • Regia: Hayao Miyazaki
  • Genere: Animazione
  • Durata: 101 min.
  • Cast: Film d'animazione
  • Sceneggiatura: H. Miyazaki
  • Soundtrack: J. Hisaishi
  • Fotografia: n.p.
  • Montaggio: H. Miyazaki
  • Distribuzione: Lucky Red Distribuzione
  • Uscita in sala: 20.03.09
  • Visione in v.o.: Se ne può fare a meno
  • Trama: Sosuke è un ragazzino che vive in una casa su una scogliera vicino a un piccolo paese di pescatori. Un giorno incontra una pesciolina di nome Ponyo che è scappata di casa. Ponyo ha infilato la sua testa dentro un vasetto di vetro e non riesce più a liberarsi. Sosuke l'aiuta a uscire e i due si innamorano l'una dell'altro. Ponyo viene però riportata a casa da suo padre Fujimoto. La pesciolina coltiva il sogno di diventare umana e chiede alle sue sorelline di aiutarla a rubare la bacchetta magica del padre...
  • Voto redazione: 7
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(3 Voti)

Scritto da Alessandro Cavestro

Miyazaki, il costruttore di favole.


Miyazaki è un costruttore di favole. Costruttore nel senso più carnale del termine: il genio giapponese è un artigiano che costruisce mondi magici con penne, matite e colori a pastello. Nella sua testa dev'esserci un universo sconfinato, dove le dimensioni fisiche cessano di esistere. Lo popolano esseri buffi, nella loro mostruosità fisica, che si muovono ora rapidi e striscianti, ora lenti gongolando, ora volando ora nuotando, tra laghi splendenti, montagne fumanti ed edifici maestosi e regali.
E' da quella preziosa ed inesauribile sorgente che Miyazaki trae spunto per dar vita alle sue storie in celluloide. Anche Ponyo è uscita da lì. Il riferimento nella trama, piuttosto chiaro, è ad Andersen e alla sua Sirenetta: Ponyo sulla scogliera è una creatura che vive nel mare, ma si innamora di Sasuke, un bimbo, e decide di diventare essere umano a sua volta per potergli stare vicino, preferendo così ad una vita immortale un amore vero.


I temi della poetica di Miyazaki quindi tornano tutti, anche in questo lungometraggio d'animazione, il suo decimo: il rapporto tra uomo e natura, l'amore e l'attenzione all'infanzia. Questo film, a differenza dei precedenti però, dà più spazio all'immaginario prettamente infantile, togliendo invece aria ai riferimenti filosofici e agli spunti riflessivi ispirati e dedicati al mondo adulto. Il risultato non cambia, la magia resta palpabile, le atmosfere oniriche ci avvolgono sin dall'inizio in un turbinare di colori e strani animali, e ci accompagnano fino alla fine. La potenza delle sue immagini, che hanno l'intatta capacità di stravolgere sempre i sensi, per portarli ad assimilare rapiti le sue creature, i luoghi rappresentati, e la vivacità delle loro interazioni, rende sempre increduli.
 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Alessandro Cavestro

 7

 

Alessia Paris

Greta Colli

 

Noa Persiani

Lorenzo Bottini

 

       

 

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