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La rosa purpurea del Cairo

  • Titolo originale: The Purple Rose of Cairo
  • Paese: USA
  • Anno: 1985
  • Regia: Woody Allen
  • Genere: Drammatico, Fantasy/Fantastico
  • Durata: 82 min.
  • Cast: M. Farrow (Cecilia), J. Daniels (Tom Baxter e Gill Shepherd), D. Aiello (Monk), D. Wiest (Emma)
  • Sceneggiatura: W. Allen
  • Soundtrack: D. Hyman
  • Fotografia: G. Willis
  • Montaggio: S. E. Morse
  • Distribuzione: CDE
  • Uscita in sala: 1 marzo 1985
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Cecilia, all'epoca della Grande Depressione, è una solitaria cameriera, appassionata dei film hollywoodiani. Rapita dal suo film preferito, 'La rosa purpura del Cairo', resta sbalordita quando il protagonista del film viene materialmente fuori dallo schermo per incontrarla e consolarla. Cecilia si innamora di lui fin quando incontra l'attore reale che lo interpreta. Coinvolta in un'avventura sentimentale con entrambi, Cecilia si dibatte per identificare la linea di confine tra realtà e finzione: quale le darà maggiori emozioni?
  • Voto redazione: 8
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Scritto da Carlo Crotti

Non voglio più parlare di ciò che è vero e di ciò che è illusione. La vita è breve, non sprechiamo tempo per pensare alla vita! Viviamola e basta.

 

La rosa purpurea del Cairo condensa in appena 80 minuti una storia lineare che in realtà racchiude una moltitudine di spunti destinati a rimanere nelle menti dello spettatore.
 

Nella forma è un film estremamente semplice, privo di qualsiasi guizzo. Perfino gli attori appaiono piuttosto funzionali, con Mia Farrow ormai intrappolata nel ruolo dell’alter ego naif e poco espressivo del regista-compagno. Ma a livello tematico La rosa purpurea del Cairo è uno dei film di Woody Allen più profondi, dotato di una sceneggiatura finissima, giustamente nominata al premio Oscar.

 

Il cinema è sogno, un ottimo rifugio quando tutto va male: così Cecilia, incapace di tenersi un lavoro e maltrattata in casa da un marito vile, trova nella sala cinematografico un luogo incantato in cui dimenticarsi di tutti i suoi problemi sentimentali, lavorativi e finanziari. Per due ore la magia prende il sopravvento, poi purtroppo si ritorna alla vita reale. Ma Cecilia non è una spettatrice improvvisata: in anni e anni di visioni, ha raggiunto un’ottima cultura cinematografica che le è però fondamentalmente inutile nella vita.

 

E all’improvviso questo personaggio ordinario si ritrova al centro della più straordinaria e romantica delle storie: il suo personaggio preferito esce dallo schermo per lei e dopo aver scoperto insieme il mondo reale, la invita a entrare in un film e vivere per sempre al di là dello schermo, nel mondo della pura fantasia dove ha tutto ha sempre un lieto fine. Ma per quanto si può vivere in un sogno?

 

Il tema dell’illusione è ricorrente nel cinema di Woody Allen e questa volta fa rima con cinema. Spesso è meglio vivere di illusioni che affrontare la triste realtà, ma decidere tra sogno e realtà può essere più difficile di quanto sembri. L’unica certezza è che alla fine la realtà verrà a bussare alla porta. Da qui la parte realistica del film, crudele e impietosa nei confronti di questa protagonista passiva che accetta senza battere ciglio la sua sorte, negativa o positiva che sia. Incapace di cambiare la propria vita, spettatrice impassibile della sua stessa vita, preferisce rifugiarsi in un mondo di celluloide in cui è tutto possibile. E nella figura della spettatrice vi è il ritratto di tutti noi, da coloro che considerano il cinema come un’evasione, futile o necessaria, a coloro per i quali il cinema è vita e continuano a nutrirsene nonostante tutto.

 

Arguto omaggio al potere consolatorio del cinema, soprattutto in tempi di crisi, visto che il mondo “là fuori” è inevitabilmente peggiore, La rosa purpurea del Cairo è anche una satira di un mondo spietato, popolato da personaggi vanesi e venali che si preoccupano solo di recensioni e incassi. Un’industria avvelenata in grado però di produrre opere in grado di farci sognare e di assumere, nella nostre mente e nei nostri cuori, una vita loro.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Carlo Crotti

 

Alessia Paris

8½ 

Greta Colli

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

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