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America

  • Titolo originale: America
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 1924
  • Regia: David Wark Griffith
  • Genere: Drammatico, Sentimentale, Storico
  • Durata: 142 min.
  • Cast: N. Hamilton (Nathan Holden), C. Dempster (Nancy Montague), Erville Alderson (Justice Montague), L. Barrymore (Walter Butler)
  • Sceneggiatura: R. W. Chambers, J. Pell
  • Soundtrack: A. Fink, J. C. Breil
  • Fotografia: G. W. Bitzer, M. Le Picard, H. Sartov, H. S. Sintzenich
  • Montaggio: J. Smith, R. Smith
  • Distribuzione: n.p.
  • Uscita in sala: 21.02.24
  • Visione in v.o.: Non indispensabile
  • Trama: Alla vigilia della guerra d’indipendenza americana, nasce l’amore tra Nancy Montague, nobildonna figlia di un giudice lealista, e Nathan Holden, giovane corriere tra le file degli indipendentisti.
  • Voto redazione: 6
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Scritto da Antonella Buzzi

Ciò che rende oggi apprezzabile la visione di America è l’indiscutibile originalità, maestria ed inventiva che Griffith dimostra nelle riprese e nel montaggio, come nessun altro prima di quel momento.

 

Dopo il controverso Nascita di una nazione (1915), David W. Griffith dirige America, pellicola ambientata durante la guerra di indipendenza americana (1775-1783), nel corso della quale si svolge la storia di due giovani innamorati che si trovano ai lati opposti delle barricate. In verità, le vicende amorose dei protagonisti costituiscono un mero pretesto per Griffith per raccontare una storia più grande e per lui ben più interessante.
 

Sebbene in parte tenti di dipingere la guerra di indipendenza avvenuta sul suolo americano come una guerra civile tra inglesi e inglesi, il regista non può fare a meno di esaltare la grandezza della giovane nazione americana, unica colonia britannica, a quell’epoca, ad essersi emancipata completamente dal dispotico monarca inglese.
 

Attraverso numerose didascalie, contenenti addirittura "postille", lo spettatore viene continuamente informato non solo sugli sviluppi della guerra, ma anche sulla evoluzione della storia d’amore tra i due protagonisti, divisi dalle loro concezioni politiche, il che rappresenta un non indifferente limite del film, perché la storia si comprende non grazie alla forza delle immagini e all’interpretazione dei protagonisti - due inespressivi Neil Hamilton, che in seguito diventerà famoso per l’interpretazione del commissario Gordon nella serie tv Batman negli anni Sessanta, e Carol Dempster - ma, per l’appunto, attraverso le spiegazioni scritte. Pertanto, nonostante l’ultilizzo dei primi piani, dei flashback e delle riprese mobili, che avevano reso Nascita di una nazione il primo lungometraggio narrativo della storia e Griffith il padre del linguaggio cinematografico contemporaneo, America risulta in parte incompiuto.
 

Non si può, dunque, negare la difficoltà alla quale uno spettatore contemporaneo va incontro nell’approcciarsi a questo film, essendo difficile seguire la storia a causa delle troppe didascalie nonché per l’indigeribile retorica nazionalista della quale è infarcito, senza menzionare la rappresentazione razzista dei nativi americani.
 

Il film non ebbe molto successo all’epoca della sua uscita in sala, tant’è che lasciò Griffith pieno di debiti. Ciò che rende oggi apprezzabile la visione di America è, comunque, l’indiscutibile originalità, maestria ed inventiva che Griffith dimostra nelle riprese e nel montaggio, come nessun altro prima di quel momento.

 

Voti della redazione

 

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Antonella Buzzi

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

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