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Amiche da morire

  • Titolo originale: Amiche da morire
  • Paese: Italia
  • Anno: 2013
  • Regia: Giorgia Farina
  • Genere: Commedia
  • Durata: 93 min.
  • Cast: C. Gerini (Gilda), C. Capotondi (Olivia), S. Impacciatore (Crocetta), V. Marchioni (Malachia), A. Attili (Signora Zuccalà), C. Fortuna (Lorenzo), L. Sardo (Madre Crocetta), M. Confalone (Donna Rosaria), A. Quattrocchi
  • Sceneggiatura: F. Bonifacci, G. Farina
  • Soundtrack: P. Catalano, M. Spoletini
  • Fotografia: M. Calvesi
  • Montaggio: M. Spoletini
  • Distribuzione: 01 Distribution
  • Uscita in sala: 07.03.13
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Gilda, Olivia e Crocetta sono tre donne assolutamente diverse l'una dall'altra. Le tre vivono su un'isola del sud Italia dove ancora resistono antichi pregiudizi. In paese arriva un giovane commissario di Polizia che intuisce che le tre nascondo un segreto.
  • Voto redazione: 7
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Scritto da Laura Preite

- Che ti fai la maschera alle quattro di mattina?
- Ho notato che sparare mi secca la pelle.

 

A volte ritornano, o a volte rinascono. Si può azzardare a pensare che la commedia italiana stia riprendendo forma? Dopo aver visto Amiche da Morire, primo lungometraggio della regista romana Giorgia Farina, io mi concedo il lungo pensiero. Le commedie italiane non mi solleticavano la risata da troppo tempo. Senza scomodare i mostri sacri e intoccabili del genere, il riso l'ho abbandonato agli anni '80 con qualche prolungamento nei primi anni '90, poi, nulla più. Amiche da Morire però, è erronea considerarla una rinascita, perché al suo interno si percepisce il ribollire di qualcosa in più che ancora si stenta a definire. Ha una forma nuova, uno stile esuberante e al contempo delicato, è una commedia diversa che risulta fuori luogo nelle categorie fin'ora utilizzate.


La giovane regista ha creato un ambiente surreale in cui non è difficile accedervi, perché il sorriso ha la forza di disintegrare le distanze, e ha dipinto l'illusione di una realtà, ammaliando lo spettatore, senza prenderlo per i fondelli, come ultimamente molti film tentano di fare.


Crocetta, Gilda e Olivia, le tre protagoniste del film, rispettivamente interpretate da Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini e Cristiana Capotondi, incarnano magistralmente tre diversi prototipi femminili esasperati, al limite del caricaturale, e vivono su quest'isola non identificata della Sicilia, in cui è ancora intenso il legame con le tradizioni e il loro, a volte, insopportabile anacronismo. Crocetta, casa-chiesa-tonnara, 34 anni trascorsi prigioniera della madre, senza un uomo che la corteggi e sulle spalle grossi pregiudizi su una presunta possibilità che la sua persona sia presagio di malaugurio, iattura. Gilda, veemente prostituta del Paese, mal vista dalle mogli e corteggiata dai mariti; e infine Olivia, giovane e ingenua sposa di Rocco, primo punto di rottura da cui prendono avvio i fatti.
 

Le tre donne, totalmente diverse tra di loro per scelte e stili di vita, si ritrovano casualmente a dover coprire un omicidio, quello dello stesso Rocco, che invece di essere un bravo marito e un pescatore instancabile, era membro di una banda di ladri, e ad attendere il momento opportuno per dividersi il malloppo di soldi di cui entrano in possesso.
 

Le vicende si susseguono con estrema linearità, inaspettate e sorprendenti e finalmente, nonostante il marcato accento siciliano dei protagonisti, non è la cadenza dialettale a far ridere, ma la bravura di sceneggiatori e regista di imbastire la trama del racconto, figlia della migliore scuola di commedia hollywoodiana, dove i paradossi, lo humor, le complicazioni e i fraintendimenti sembrano scivolare indisturbati per tutta la durata del film, creando ricami perfetti in cui è difficile trovare nodi o passaggi difettosi.
 

Forse un finale che si poteva immaginare diversamente, ma ognuno alla fine da il colore che preferisce e di certo non è il fattore determinante che possa modificare radicalmente il giudizio sulla complessità del prodotto.


Le scene da film western, genere molto amato dalla regista su sua stessa ammissione, sono rintracciabili nei tanti controcampi e nelle tante sfide che si interpongono tra le donne, tra le donne e le malelingue che da sempre, per invidia o per cattiveria a costo zero, sentenzia sulle loro vite, o tra le donne e il commissario dell'entroterra che soffre il mal di mare (interpretato da Vinicio Marchioni, uno degli attori della serie italiana di successo Romanzo Criminale) e cova un profondo odio per le donne emancipate, in particolare Gilda.
 

Il film soddisfa il riso con un'ironia personale e con un uso raffinato dei condimenti vernacolari e del clima noir, soddisfa gli occhi con una fotografia pulita e frizzante - quasi una serie infinita di pannelli surreali -, sostenuta da una natura e da un ambiente che non hanno bisogno di orpelli (il film è girato interamente in Puglia, nonostante sia ambientato in un'isola siciliana senza nome), soddisfa una serata al cinema, perché quando si esce dalla sala con un gusto nuovo, ci si accorge che la creatività non è soggetta alla schiavità dei limiti. Attendo il prossimo lavoro di Giorgia Farina e intanto, se capita, e farò in modo che accada, mi riguardo Amiche da morire.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Laura Preite

7½ 

 

Alessia Paris

6½ 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

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