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Magic in the Moonlight

  • Titolo originale: Magic in the Moonlight
  • Paese: Francia, U.S.A.
  • Anno: 2014
  • Regia: Woody Allen
  • Genere: Commedia
  • Durata: 98 min.
  • Cast: C. Firth (Stanley), E. Stone (Sophie), E. Atkins (Zia Vanessa), H. Linklater (Brice), M. Gay Harden (Sig.ra Baker), S. McBurney (Howard Burkan), J. Weaver (Grace), E. Leerhsen (Caroline), C. McCormack (Olivia), J. Shamos (George)
  • Sceneggiatura: W. Allen
  • Soundtrack: Madison Gate Records
  • Fotografia: D. Khondji
  • Montaggio: A. Lepselter
  • Distribuzione: Warner Bros. Pictures Uscita in sala: 04.12.14
  • Uscita in sala: 04.12.14
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: L’illusionista cinese Wei Ling Soo è il più celebrato mago della sua epoca, ma pochi sanno che il suo costume cela l’identità di Stanley Crawford, uno scorbutico ed arrogante inglese con un’altissima opinione di sé stesso ed un’avversione per i finti medium che dichiarano di essere in grado di realizzare magie. Convinto dal suo vecchio amico, Howard Burkan, Stanley si reca in missione nella residenza della famiglia Catledge, in Costa Azzurra: Grace la madre, Brice il figlio e Caroline la figlia. Si presenta come un uomo d’affari di nome Stanley Taplinger per smascherare la giovane ed affascinante chiaroveggente Sophie Baker che risiede lì insieme a sua madre.
  • Voto redazione: 6-
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Scritto da Roberta Buttarazzi

Non esiste niente di genuino, Howard, è tutto fasullo. Dal tavolo a tre gambe al Vaticano… E più in là. Non puoi dire certe cose!

 

Woody Allen si sta sempre più allontanando dalla firma che l’ha contraddistinto fino a qualche pellicola fa. Più che “l’ultima sua opera”, Magic in the Moonlight sembra essere una discutibile risposta a presunte esigenze di mercato: bisognava realizzare un film d’amore che dovesse intrattenere il pubblico. Nulla a che vedere con il regista di Match Point.
 

A grandi linee: Stanley, un famoso mago, sveglio e scettico, viene chiamato in aiuto da un suo vecchio amico e collega per smascherare una medium-truffatrice americana, Sophie, che al momento lavora e alloggia a casa di alcune  “vittime”. Il “credo solo a quello che vedo” del protagonista viene messo a dura prova fino a farlo crollare quasi del tutto di fronte alla constatazione che non tutto risponderebbe necessariamente alla logica.
 

La trama è anche originale – a parte qualche soluzione narrativa decisamente scontata, anche agli occhi del più ingenuo fra gli spettatori – ma il risultato resta un film complessivamente vuoto: è stato preso un aforisma e lo si è trasformato in pellicola. E si sente senza difficoltà durante la proiezione la puzza di qualcosa che non funziona.
 

Magic in the Moonlight fa vedere quant’è bravo Colin Firth, quant’è carina Emma Stone, ci ricorda quanto sono divertenti gli scambi di battute english humor. E con questo praticamente il film è finito.
 

In realtà – proprio mentre si va avanti a seguire la storia, mentre divertiti ascoltiamo gli scambi di battute veloci e sagaci Zia/nipote o incantati ci studiamo il visino pallido e carino della Stone – l’impressione che abbiamo è che il regista avesse piuttosto altro in mente (magari qualcos’altro di più!) e che poi avesse preferito uscir fuori strada per seguire la via del commerciale.
 

Ciò ha chiaramente penalizzato molto la regia e la sua credibilità: non più autentica, sempre più uguale a tutte le altre.
 

5.5. La magia è più millantata che effettivamente presente.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Roberta Buttarazzi

5½ 

 

Alessia Paris

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

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