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Anomalisa

  • Titolo originale: Anomalisa
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2015
  • Regia: Charlie Kaufman
  • Genere: Commedia, Fantasy/Fantastico, Animazione
  • Durata: 90 min.
  • Cast: C. Kaufman, D. Johnson
  • Sceneggiatura: C. Kaufman
  • Soundtrack: C. Burwell
  • Fotografia: J. Passarelli
  • Montaggio: G. Elkins
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Uscita in sala: 25.02.16
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Michael Stone, un autore di libri sul tema del customer service, lotta con la sua incapacità ad avere rapporti con gli altri. Una notte, durante un viaggio d’affari di routine, incontra un’estranea che cambia la sua visione del mondo.
  • Voto redazione:
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Scritto da Alfredo Sciortino

Cercate in ogni persona un particolare che la renda unica e concentratevi su quello.

 

A Cincinnati non c'è poi granchè: uno zoo di dimensioni adeguate, un ottimo chili con carne, la fidanzata storica che hai abbandonato anni fa, che forse sarebbe meglio non re-incontrare (ma tu ti senti così solo...). Per il resto è una città abbastanza monotona: parlano tutti allo stesso modo, letteralmente, e la cosa peggiore è che dicono tutti le stesse cose. Tranne lei, la voce diversa dalle altre, l'anomalia. 

 

Con Anomalisa, in concorso a Venezia72, Charlie Kaufmann torna alla regia, nonché alla sceneggiatura, con un film indipendente, finanziato grazie a Kickstarter e realizzato completamente in stop-motion, animato a mano e con rara eleganza (la parte in stop motion è a cura di Duke Johnson e il suo studio): 11.089 frames, 1.261 espressioni facciali diverse, due anni di lavoro.
 

La storia e' semplice: Michael Stone (voce di David Thewlis), popolare scrittore di libri motivazionali, si trova a Cincinnati per una conferenza e si sente completamente perduto, asfissiato dalla sua famiglia e dalla monotonia che ha intorno. Solo l'incontro con Lisa (voce di Jennifer Jason Leigh), una sua ammiratrice che alloggia nello stesso albergo, sembrerà offrirgli quello che va cercando.


Dopotutto, c'è poco da spiegare: Anomalisa, dopo un momento di straniamento iniziale, non potrà che parlarvi in maniera semplice ma al contempo assolutamente universale, pur senza ricorrere alla grandiosità di Synecdoche, New York o ai complicati intrecci narrativi a cui Kaufman ci ha sempre abituati.  I temi più cari al regista nei film precedenti come la ricerca di senso intorno a se stessi, di qualcuno di speciale che ce lo offra, la solitudine, la sensazione di assenza di qualcuno o qualcosa di fondamentale intorno a noi, il sentirsi una marionetta, vengono distillati e condensati in un solo film dalla trama semplice e lineare che si svolge in un giorno solo, ma che, anche grazie ad alcune trovate intelligenti e stranianti e alla perfezione artigianale dell'animazione, riesce a veicolare quanto deve con forza straordinaria: le giunture dei pupazzetti animati (ogni espressione dei personaggi e' realizzata con un frammento di volto diverso, cambiato frame per frame dagli animatori) non vengono mai nascoste, a ricordarci che anche noi non siamo che un ammasso di (elegantissimi!) ingranaggi.
 

Forse Michael semplicemente di questo se n'è accorto prima degli altri e cerca una via di fuga, un varco, qualcosa di diverso dal solito mojito alla mela o chili con carne.
 

Vive le nostre stesse ansie e contraddizioni: la paura di restare solo e contemporaneamente la tendenza ad abbandonare e distruggere, la ricerca della felicità e contemporaneamente la consapevolezza di essere incapaci di raggiungerla, il desiderio di trovare qualcuno di diverso, talmente intenso da legarsi ad ogni dettaglio anomalo (diì quello che ti pare ma parla, parla, mi piace la tua voce) e la paura che poi il mattino dopo ogni suo gesto ci sembri di nuovo meccanico, monotono (e se il mattino dopo non ti piacesse più il modo in cui mastica?).

Ma il varco probabilmente non esiste e tutto e' destinato a tornare come prima. Anche se qualcosa di buono ne viene sempre, alla fine, e magari prima o poi si potra' tornare a camminare nel sole, come direbbe Lisa, senza ansie e paure. 

 

Qualcuno ha detto, cogliendo in pieno il punto: “È il film più umano dell'anno. E  pensare che non c'è nemmeno un attore umano”. E Kaufman si conferma, anche da regista, una piacevole anomalia nel mondo del cinema.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Alfredo Sciortino

7½ 

 

Alessia Paris

7½ 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

 

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