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Manchester by the Sea

  • Titolo originale: Manchester by the Sea
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2016
  • Regia: Kenneth Lonergan
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 135 min.
  • Cast: C. Affleck (Lee Chandler), M. Williams (Randi), K. Chandler (Joe Chandler), M. Broderick (Rodney), G. Mol (Elise), K. Hayward (Silvie), J. Hamilton
  • Sceneggiatura: K. Lonergan
  • Soundtrack: L. Barber
  • Fotografia: J. Lee Lipes
  • Montaggio: J. Lame
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Uscita in sala: 16.02.17
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Dopo la morte improvvisa del fratello, un uomo deve prendersi cura del nipote.
  • Voto redazione: 8
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(2 Voti)

Scritto da Gloria Mottarelli

- Se dovessi portare con te su un'isola deserta una sola persona, una persona in gamba, che ti fa sentire protetto e felice, tra me e tuo padre chi sceglieresti?
- Mio padre!
- Secondo me è la scelta sbagliata!

 

Manchester by the sea è il terzo lungometraggio scritto e diretto da Kenneth Lonergan, prodotto da Amazon Studios e candidato a sei Oscar, tra cui miglior film. Il film esce nelle sale italiane il 16 febbraio 2017.
 

Parlare di sentimenti non è facile. Parlare di sentimenti repressi lo è ancora meno. Questo perché i sentimenti repressi, proprio perché tali, non si vedono. Non si esprimono. Il newyorkese Lonergan in questo film ci riesce benissimo.
 

A fare tacitamente a botte con tutto quel che si porta dentro è Lee Chandler (Casey Affleck), un uomo che di professione fa il custode. Vive a Boston, nello scantinato di un condominio, e si occupa di sturare i gabinetti di inquilini nevrastenici. Trascorre le sue giornate silenziosamente, trascinandosi addosso una flemma malinconica che nasconde un fardello interiore.
 

A infrangere questa tetra quotidianità è una telefonata che annuncia a Lee la drammatica notizia della morte del fratello Joe. Se questa notizia però sembra non sconvolgere eccessivamente l’animo di Lee, in quanto il fratello era malato da tempo e la sua morte era in qualche modo prevista, ciò che l’uomo non riesce ad assumere è l’esser stato nominato  tutore del nipote adolescente Patrick (Lucas Hedges).
 

Lee è perciò costretto a tornare nel luogo in cui è successo tutto, Manchester-by-the-sea, Massachusetts. Nuvole 24 ore su 24, 7 giorni su 7, villette alla norvegese affacciate su un mare più grigio che blu e abitanti che hanno più birra che sangue in corpo. Non proprio il sogno americano. Un contesto perfettamente in linea con l’umore del protagonista e delle vicende che lo riguardano.
 

Qui Lee affronta l’elaborazione del lutto al fianco di Patrick. I due, altrettanto abili nel reprimere i propri sentimenti, si sostengono a vicenda, per fronteggiare i fantasmi del passato, che risiedono in quella città dove viveva Lee prima di esiliarsi a Boston.
 

Lo spettatore, che viene inizialmente introdotto in un racconto lineare, è a primo impatto interdetto e spaesato quando iniziano assidui flashbacks, che pian piano permettono di ricostruire le vicende fino a conoscere la causa del malessere del protagonista.
 

La scelta di una pressoché totale assenza di musiche ci costringe a condividere quel senso di colpa che divora l’animo di Lee, e che si esprime in un silenzio insopportabile.
 

Con un ritmo rilassato, il film ripercorre il passato di Lee, fino a rivelarci che è stato colpevole di un fatale errore che gli ha portato via i tre figli piccoli, a cui è conseguita la separazione dal suo grande amore, Randi (Michelle Williams).
 

In quel momento lo spettatore è naturalmente portato a odiare il protagonista. A volerlo punire per la sua imperdonabile disattenzione. Ma con lo scorrere del tempo cinematografico, giunge a provare un’empatia solidissima, a volerlo abbracciare e rassicurare.
 

Il film dura quasi due ore e mezza, ma potrebbe tranquillamente prolungarsi più a lungo. Il dolore affiora, piano, Lonergan si prende il suo tempo, sprigiona quello che prova realmente a piccole dosi. La sofferenza sgorga dall’animo di un uomo distrutto che, come ci dice in un commovente tête-à-tête con Randi, non ha più niente, non sente più niente.
 

Quello che ci racconta Lonergan è un drammone. Ma senza l’intenzione di annegarci in un mare di lacrime. Infatti, i divertenti dialoghi tra Lee e l’esuberante Patrick ci regalano anche qualche risata. Per questo, Manchester by the sea merita le attenzioni dell’Academy. E soprattutto una vostra visione.

 

Voti della redazione

 

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Gloria Mottarelli

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

 

 

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