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Orecchie

  • Titolo originale: Orecchie
  • Paese: Italia
  • Anno: 2016
  • Regia: Alessandro Aronadio
  • Genere: Commedia
  • Durata: 90 min.
  • Cast: M. Vukotic (Mrs. Marinetti), N. Senni (impiegato fast food), I. Franek (Nikolaj), R. Papaleo (Padre Giancarlo), P. Villoresi (Rosanna), P. Degli Esposti (editore), S. Gessner (vicina), M. Wertmüller (gastroenterologo), F. Antonelli (infermiera), A. Purgatori (otorinolaringoiatra)
  • Sceneggiatura: A. Aronadio, V. Cilio
  • Soundtrack: S. Pulvirenti
  • Fotografia: F. Di Giacomo
  • Montaggio: R. Di Tanna
  • Distribuzione: 102 Distribution
  • Uscita in sala: 18.05.17
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Un uomo si sveglia una mattina con un fastidioso fischio alle orecchie. Un biglietto sul frigo recita: "È morto il tuo amico Luigi. P.S. Mi sono presa la macchina". Il vero problema è che non si ricorda proprio chi sia, questo Luigi. Inizia così una tragicomica giornata alla scoperta della follia del mondo, una di quelle giornate che ti cambiano per sempre.
  • Voto redazione:
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(2 Voti)

Scritto da Gloria Mottarelli

- Secondo lei, c'è ancora speranza per il mondo?
- No. 

  

Alessandro Aronadio ci regala un piccolo capolavoro della commedia italiana, applaudito alla 73° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Interessante proprio perché, rispetto alla commedia a cui siamo abituati, Orecchie è strana, obliqua e inusuale. 
 

Aronadio, che aveva esordito nel 2010 con Due vite per caso, sapeva bene che Orecchie non avrebbe potuto essere realizzata per vie produttive canoniche, e ha quindi deciso di mettersi in gioco con un'opera micro budget, meritandosi tutto il successo che ne deriverà.

 

Immagina un giorno, tu ti svegli e hai un fastidiosissimo fischio alle orecchie. Allora vai in cucina nella speranza di una colazione consolatoria e sul frigorifero trovi un biglietto che recita "E' morto il tuo amico Luigi. Ps: mi sono presa la macchina." La tragedia non sta nella morte di Luigi, ma nel fatto che tu, questo Luigi, non hai idea di chi sia. E quindi passi il resto della giornata a cercare di scoprirlo.

 

Con il fischio che persiste, il protagonista inizia il suo viaggio catartico attraverso una Roma in bianco e nero, imbattendosi in personaggi bizzarri e situazioni kafkiane. Un bianco e nero che, oltre a conferire una certa astrattezza alla realtà dei fatti, incarna perfettamente il paradosso e la spietatezza della vita. 
 

Da un medico che lo prende in giro perché è l'ennesimo paziente che cerca una causa al suo malessere ad una madre che rincorre disperatamente la sua perduta giovinezza, il protagonista raccoglie i pezzetti di un puzzle che andrà a comporre l'immagine di se stesso, quella con cui accettarsi ed essere in pace.

 

Il fischio, infatti, altro non è che la consapevolezza. Una consapevolezza con cui conviviamo, giorno dopo giorno, e che ogni tanto viene a galla e ci destabilizza. Quella consapevolezza che non c'è un fine ultimo, che il mondo è un caos folle e irrazionale e che noi, in quanto creature del mondo, siamo altrettanto folli e irrazionali. Se non accettiamo la nostra condizione di esseri imperfetti, finiamo per impazzire come l'allora stimato professore del protagonista, diventato un patito di videogiochi nonsense. 

 

Ed ecco che, da un 4/3 che lo schiaccia nelle sue convinzioni, l'inquadratura si spalanca, così come il protagonista si apre pian piano alla vita. In una suggestiva chiesa in fase di disinfestazione gestita da un prete alcolizzato, l'uomo celebra il proprio funerale, dando l'addio alla persona turbata che era e che non vuole essere mai più.

 

Voti della redazione

 

Media voti Cinema Bendato

Gloria Mottarelli

7½ 

 

Alessia Paris

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

       

» ideals

 


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