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7 days in Havana

  • Titolo originale: 7 días en La Habana
  • Paese: Francia / Spagna
  • Anno: 2012
  • Regia: Registi vari
  • Genere: Drammatico, Commedia
  • Durata: 100 min.
  • Cast: J. Hutcherson (Teddy Atkins), D. Bruhl, E. Kusturica, M. Rivera (Linda), E. Suleiman, J. Perugorría
  • Sceneggiatura: L. Padura
  • Soundtrack: n.d.
  • Fotografia: D. Aranyó, D. Dussuel
  • Montaggio: T. Fernandez, R. Fox, V. Lange, A. Rodriguez, Z. Stoff
  • Distribuzione: Bim Distribuzione
  • Uscita in sala: 08.06.12
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Registi: Laurent Cantet, Benicio Del Toro, Julio Medem, Gaspar Noé, Elia Suleiman, Juan Carlos Tabío, Pablo Trapero - "7 days in Havana" è una fotografia dell’Havana nel 2011: il film è diviso in sette capitoli, ognuno girato da un regista differente e ognuno dei quali racconta un giorno della settimana attraverso le vite quotidiane e straordinarie dei diversi personaggi.
  • Voto redazione: 6+
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(3 Voti)

Scritto da Lorenzo Bottini

Havana Club es lʼalma de Cuba.

 

Il film ad episodi commissionato dalla celebre etichetta di Rum entrata nellʼiconologia di Cuba e passato recentemente per Cannes nella sezione di “Un Certain Regard” sbarca precocemente anche nelle sale italiane. Il progetto fa parte di una serie di iniziative intraprese da Havana Club con lo scopo di promuovere le radici e i valori dellʼisola caraibica. Ai sette registi dalla così diversificata provenienza è stato richiesto di dirigere altrettanti cortometraggi che avessero come ispirazione i racconti di Leonardo Padura, celebre scrittore del posto.

 

Come i loro artefici anche i sette spezzoni di pellicola sono molto diversi tra di loro componendo un mosaico di stili e punti di vista della colorata capitale cubana. Se infatti i corti di Benicio Del Toro e Pablo Trapero lasciavano pensare che il line-motive fosse quello dellʼuomo di cinema occidentale calato nella bollente vita cubana, mano a mano che scorrono sullo schermo, le immagini ci trascinano nel cuore pulsante di lʼHavana, tra la sua gente più caratteristica. Assistiamo infatti alle vicissitudini di cantanti, giocatori di baseball, pasticceri, stregoni e uomini comuni che quotidianamente affollano gli ormai celebri bar di Cuba (secondi forse solo a quelli di Caracas) in cui svetta sempre lei, la bottiglia di Rum Anejo.

 

Chiaramente la qualità dei corti non può essere equilibrata e se alcuni evidenziano il limite dellʼoperazione limitandosi ad una colorata e divertente cartolina altri invece dimostrano una profondità e consapevolezza di sguardo che li rende da subito gli episodi più riusciti del lotto. Tra questi gli episodi diretti da Laurent Cantet e Elia Suleiman, non a caso i registi più distanti, anche geograficamente, da quella idea visiva che affianchiamo solitamente a Cuba. Se lʼopera del pluripremiato regista francese è una gioiosa intromissione nella folle preparazione di una celebrazione per la Madonna organizzata da parte di un gruppo di singolari personaggi del luogo, la coccarda da primo della classe va appuntata sulla candida camicia di lino dellʼattore-regista palestinese che da novello Tati restituisce con uno straordinario disincanto poetico una visione dellʼisola di Fidel che vale da sola il prezzo del biglietto.

 

Un gradino deciso sotto invece la prima prova dietro la macchina da presa del grande Benicio del Toro, che non supera la sufficienza risicata, tutta incentrata su unʼequivoco ben poco equivocabile, e le opere di Pablo Carlos Tabio e Pablo Trapero che risultano piacevoli ma nulla di più con lʼunica attrattiva di un Emir Kusturica che gioca a fare lʼAbel Ferrara della situazione. Il corto di Julio Medem invece si intestardisce in un vacuo triangolo inter-razziale prevedibile e noiosetto. Capitolo a parte per Gaspar Noé su cui stenderei volentieri un velo pietoso, non sul corto in questione, ma proprio sul presunto “regista” franco-argentino.

 

Unʼoperazione dichiaratamente pubblicitaria ma con alcuni guizzi che la rendono godibile e apprezzabile per gli amanti di lʼHavana, dei suoi suoni e dei suoi colori. Purtroppo ha concesso una macchina da presa a Noé. Inqualificabile errore.

 

P.S.

Voto senza Noé 6
Voto con Noè 5 1/2 

 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

6½ 

 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

6

 

» ideals

 


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