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11 metri

  • Titolo originale: 11 metri
  • Paese: Italia
  • Anno: 2011
  • Regia: Francesco del Grosso
  • Genere: Documentario
  • Durata: 88 min.
  • Cast: M. De Santis, L. Di Bartolomei,
  • Sceneggiatura: F. Del Grosso
  • Soundtrack: R. Inno
  • Fotografia: D. Anzellotti
  • Montaggio: F. S. Allegra
  • Distribuzione: Rai Trade
  • Uscita in sala: 10.02.12
  • Visione in v.o.: Consigliata
  • Trama: Era il 30 maggio 1994 quando Agostino Di Bartolomei, storico capitano del secondo scudetto romanista, si tolse la vita sparandosi un colpo di pistola al cuore nella sua villa di San Marco di Castellabate in provincia di Salerno. “11 Metri” ne racconta la storia attraverso le parole e i ricordi di familiari, amici, compagni di squadra e giornalisti. Una parabola esistenziale prima ancora che sportiva.
  • Voto redazione: 7
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Scritto da Greta Colli

Nino capì fin dal primo momento, l’allenatore sembrava contento e allora mise il cuore dentro le scarpe e corse più veloce del vento.

 

Francesco Del Grosso ritorna alla 6° edizione dell’Est Film Festival di Montefiascone, dopo aver presentato nel 2009 il documentario Negli Occhi. Questa volta ci offre il suo punto di vista, che inchiesta non è (specifica durante l’incontro sul palco), sulla tragica vicenda del capitano della Roma, Agostino Di Bartolomei. L’intento è stato quello di mostrarci delle testimonianze di chi è stato più vicino a uno dei più grandi calciatori degli ultimi venti anni. Il ritratto che ne deriva è quello di un uomo letteralmente tradito dalle lobby politiche: dopo aver abbandonato il calcio, si dedica nel tentativo di aprire un centro sportivo giovanile a Castellabate (luogo di nascita della moglie), utile a salvare i ragazzi dalla strada. Purtroppo, le autorizzazioni che avrebbero permesso l’apertura del centro, non arriveranno se non un anno dopo la morte del calciatore, fatalità? Domanda cui non si riesce a trovare risposta in quanto Di Bartolomei fu amato e apprezzato più di quanto non s’immagini. Eppure l’espressione cupa che lo distingueva dagli altri compagni di gioco, non ha mai smesso di ricalcare il suo volto.

 

"Ho cercato di raccontare tutti quei motivi che hanno molto probabilmente, costruito anno dopo anno la depressione di Ago" dice il regista e aggiunge "allo stesso tempo ho voluto ben ponderare la scelta di chi intervistare; nessuno ti rifiuta una dichiarazione per via del senso di colpa ma questo implica ascoltare frasi scontate". Quanto è vero! La morte, il suicidio, apparentemente non motivato di un personaggio "famoso" crea un circolo vizioso dove tutti si sentono complici e in dovere di dire la propria, anche se si tratta di banalità.

 

Gli ultimi 11 metri percorsi dal capitano, sono qui raccontati in 88 minuti che riescono a presentare l’uomo prima del mito.

 

Voti della redazione

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