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7 psicopatici

  • Titolo originale: Seven Psychopaths
  • Paese: U.S.A.
  • Anno: 2012
  • Regia: Martin McDonagh
  • Genere: Drammatico, Commedia
  • Durata: 109 min.
  • Cast: C. Farrell (Marty), S. Rockwell (Billy), M. Pitt (Larry), A. Cornish (Kaya), C. Walken (Hans), O. Kurylenko (Angela)
  • Sceneggiatura: M. McDonagh
  • Soundtrack: C. Burwell
  • Fotografia: B. Davis
  • Montaggio: L. Gunning
  • Distribuzione: Moviemax
  • Uscita in sala: 15.11.12
  • Visione in v.o.: Consigliata assolutamente
  • Trama: Marty è uno sceneggiatore alla disperata ricerca di un’idea. Ha venduto un copione a Hollywood ma di fatto ha solo un titolo: "Sette Psicopatici". Billy è il suo migliore amico che cerca di aiutarlo come può. Billy ed Hans rapiscono cani al parco per restituirli e ricevere laute ricompense. Billy rapisce il cane sbagliato: un piccolo Shih-Tzu del boss della mala Charlie Costello, è così che Marty potrà incontrare il primo psicopatico...
  • Voto redazione:
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Scritto da Alessia Paris

- Mani in alto!
- No.
- Ma ho un fucile.
- Non m'importa.
- Ma non ha alcun senso!
- Peccato. 


Martin McDonagh
aveva già saputo farsi notare con il suo In Bruges - La coscienza dell'assassino; il regista e scenggiatore inglese torna sul grande schermo con la sua opera seconda 7 psicopatici, pellicola dalla sceneggiatura sofisticata capace di riscrivere un genere.

 

7 psicopatici oltre ad impressionare per il suo cast, estremamente capace e brillante, sorprende per la sua scrittura lucida ed estremamente ironica. Il film, partendo dal più comune degli spunti (uno sceneggiatore in cerca di una storia) costruisce il suo tessuto narrativo come un ragno con la sua tela, intessendo fili di sottile ironia e riusciti meccanismi rappresentativi.

 

Martin McDonagh ci presenta uno ad uno i sui sette psicopatici partendo da una sequenza iniziale di grande effetto, mescolando sempre più il confine tra realtà e mondo dell'assurdo, facendoci costantemente perdere il filo di chi effettivamente sia o meno uno psicopatico, rivelandoci subito dopo quel che poco prima avevamo dubitato. Siamo a tutti gli effetti nelle mani dello sceneggiatore, che fuori e dentro al film ci mette a conoscenza delle sue perplessità e delle sue possibili mosse future. Verso la metà della pellicola, Colin Farrell comunica ai suoi compagni di viaggio di non sapere come fare per concludere la storia. Dice che vorrebbe solo che ad un certo punto i suoi protagonisti viaggiassero verso un posto sconosciuto e parlassero, parlassero, parlassero. "Mica vorrai fare un cazzo di film di merda francese" gli risponde il suo amico. E mentre la pellicola nega sè stessa, McDonagh riesce a dire quel che vuole e il contrario di esso, rendendo 7 psicopatici un film con un respiro più ampio rispetto al genere di partenza, con la grande abilità di riuscire a parlare a tipologie molto differenti di pubblico.

 

Si consiglia vivamente la visione in versione originale, tragicamente snaturata dal doppiaggio. Ancora una volta.

 

Voti della redazione

Media voti Cinema Bendato

Alessia Paris

7½ 

Greta Colli

 

Noa Persiani

 

Lorenzo Bottini

 

 

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