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A Cesena: Il cinema in un click

A Cesena: Il cinema in un click...
E non solo: Vi racconto cosa ha fatto mia zia.

di Giacomo von Normann

18ª edizione di CliCiak 
Dal 18 aprile al 24 maggio a Cesena 

Biblioteca Malatestiana 
Atrio del cinema San Biagio


Sono cresciuto con il mito del cinema con la "C" maiuscola, provenendo da una famiglia di cineasti. Ammetto che fa un certo effetto provare a raccontare il lavoro realizzato da un proprio parente in anni di attività cinematografica, oggi restituito in mostra grazie all'importante lavoro di ricerca e catalogazione svolto dal Centro Cinema Città di Cesena.

L'eco delle storie legate a questo ambiente, risuona  nelle mie orecchie fin da bambino; Fin da piccolo infatti, ho potuto ascoltare e vivere da vicino i pro e i contro di questo magico mondo. Non è certo questa la sede per discutere intorno alla grande crisi che ha colpito il cinema italiano e che imperversa ormai da anni al suo interno, anni poco felici, caratterizzati da un totale immobilismo e poca tutela dei singoli addetti ai lavori, che non si riducono, come molti possono pensare, ai soli attori e registi, ma che vede la partecipazione di molte figure professionali fondamentali al fine della riuscita della pellicola.

Si perché, ciò che la gran parte delle persone non conosce è che dietro la macchina da presa esiste un mondo vastissimo, composto da macchinisti, elettricisti, costumisti, fotografi, gente di produzione con altrettante famiglie da mantenere... Realtà complesse che per troppo tempo sono state dimenticate nonostante la loro importanza. Per questo trovo sia fondamentale e assai interessante raccontarvi due mostre, che ho avuto il piacere di visitare, allestite dal Centro Cinema Citta' di Cesena per la diciottesima edizione di “Cliciak” concorso nazionale per fotografi di scena, il cui merito è stato quello di riconoscere e valorizzare l'importante lavoro da loro svolto.

Il Centro Cinema Città di Cesena è una realtà importantissima nel panorama culturale romagnolo e nazionale. Alla fine degli anni '70, si volle creare per volontà dell'assessorato alla cultura di Cesena, questo centro, allo scopo di promuovere la cultura cinematografica non solo nelle grandi aree urbane, ma anche in provincia. Venne così restaurato l'antico complesso monastico di San Biagio abbandonato per anni, recuperato e trasformato in Cinema. San Biagio divenne così ben presto uno dei maggiori centri di aggregazione giovanile, fiore all'occhiello per l'intero territorio dell'Emilia Romagna. E' così che Il Centro Cinema Città di Cesena, realtà che  ha sempre  rivolto  il suo sguardo a un pubblico giovane, ha  pensato di creare nel 1998 uno concorso a premiazione pensato per giovani fotografi di scena italiani, da qui il premio “Cliciak” a cadenza annuale.

Ma la “mission” vera e propria del Centro Cinema, sin dalla sua nascita, è stata quella di creare, nonostante le ristrettezze economiche, i pochi fondi stanziati per la cultura e il forte periodo di crisi del cinema italiano, una fototeca sul cinema contemporaneo che grazie al contributo dato dal concorso stesso, si rinnova annualmente e va ad unirsi ai già molti archivi storici acquisiti negli anni dal Centro Cinema Città di Cesena. La mostra conclusiva del premio Cliciak annovera tra i suoi partecipanti, i più brillanti e interessanti fotografi di scena del panorama cinematografico attuale.

Due mostre itineranti, che trovano nei locali della Biblioteca Malatestiana e nell'atrio del cinema di San Biagio il loro naturale allestimento, rappresentando questi due edifici, il fulcro dell'offerta culturale cesenaticense e la sede del Centro Cinema Città di Cesena. Come scrive Antonio Maraldi, direttore e curatore delle mostre: "Il fotografo di scena è quel professionista incaricato di documentare la lavorazione di un film".

La figura del fotografo di scena dovrebbe dunque avere un ruolo di primaria importanza nella realizzazione dell'intera pellicola, dico “dovrebbe” usando il condizionale perché come in altri settori e realtà legate al cinema, il fotografo di scena nel tempo ha perso d'importanza e con lui le sue foto, quest'ultime sempre più spesso utilizzate esclusivamente come strumento utile ai vari uffici stampa e al solo fine pubblicitario, ovvero immagini per locandine, siti e giornali, mentre un tempo queste rappresentavano quasi un secondo film raccontato per immagini, se vogliamo il “diario di bordo” del film stesso. Ecco perché trovo che sia importantissimo conoscere  il lavoro svolto dal Centro Cinema, che da anni continua a raccontare e a testimoniare in modo del tutto genuino e pulito, il mondo del cinema visto da dietro la cinepresa.

Un meraviglioso racconto per immagini che cattura l'occhio attento dell'osservatore, trasportandolo tra i segreti, gli sguardi, le espressioni di un mondo magico tanto quanto i suoi protagonisti. Una mostra che parla di un ambiente ai più sconosciuto, dove spesso i protagonisti della foto non sono solo gli attori ma l'intero set cinematografico, composto da macchinisti, elettricisti, truccatori, segretari di dizione, uno spaccato di vita del set. Un invito a osservare, a fermarsi anche solo un istante, per essere catturati da una luce, un paesaggio, uno sguardo o un’ espressione rubati dall'obbiettivo del fotografo.

In questa edizione abbiamo così modo di vedere gli scatti realizzati sul set di “Gomorra”, del “Capitale Umano”, di “Smetto quando voglio”, “Una donna per amica” o ancora “Torneranno i prati” e molti altri. Cinquanta tra i più bravi fotografi selezionati e scelti da una giuria di prim'ordine. Una straordinaria occasione di conoscere il set nella sua quotidianità.

La seconda mostra che vado a raccontarvi, mi tocca nel profondo e mi riempie di orgoglio, avendo quest'ultima come protagonista il materiale raccolto in più di quarant'anni di cinema da mia zia costumista Annalisa Nasalli Rocca.

Come ogni anno la rassegna Cliciak viene accompagnata da una mostra monografica a carattere storico, sui grandi maestri del passato. Quest'anno, come affermato in conferenza stampa dal direttore del Centro Cinema Città di Cesena, si è voluto seguire un taglio diverso, mostrando materiale inedito di alcuni importanti film a cui Annalisa Nasalli Rocca ha partecipato in qualità di costumista. La mostra nasce dal fondo donato al Centro Cinema Città di Cesena da Emanuele von Normann per conto di tutti gli eredi di Annalisa. Il titolo della mostra è “Note di Costume, Addio alle armi ed altri film, foto dall'archivio della costumista Annalisa Nasalli Rocca”. Il materiale donato consiste essenzialmente in copioni di scena. Il curatore della mostra, il dott. Antonio Maraldi, mi racconta come lo colpì, nell'analizzare e catalogare il materiale acquisito, la maniera di lavorare di mia zia. Lei era solita infatti, oltre ad annotare curiosità e materiali di scena sui copioni, incollare su quest'ultimi le foto degli attori, vestiti secondo la scena da girare. Il dott. Maraldi è riuscito così a recuperare tante delle fotografie di sartoria con gli attori in costume e a realizzarvici una mostra.

Le foto esposte riguardano perlopiù il film “Addio alle armi”, film drammatico in costume del 1957, remake del film omonimo di Frank Bozage con Gary Cooper del (1932), in cui un non più giovanissimo Vittorio de Sica venne candidato all'Oscar, nel 1958, come miglior attore non protagonista. Scorrendo con lo sguardo le varie foto in mostra, troviamo il primo piano di una giovanissima Audrey Hepburn in “La storia di una monaca” del 1959, o ancora Anthony Quinn seduto in terrazza, vestito da prete, di fronte alla basilica di S. Pietro in “L'uomo venuto dal Kremlino”  film del 1968, o Susan Strasberg nei panni di una giovane infermiera sul set del film “Le avventure di un giovane“ del 1962. Queste foto, realizzate per il reparto costumi, ci raccontano di fatto il set e costituiscono una galleria insolita di protagonisti e figuranti, di star e di semplici comparse in costume com'è ben descritto dal curatore nella presentazione al catalogo della mostra.

Un lavoro minuzioso e certosino quello svolto dalla costumista Annalisa Nasalli Rocca, anche se la lingua tagliente e scherzosa di mio zio Emanuele von Normann, chiamato sul palco in occasione dell'inaugurazione della mostra, la ricorda come una donna assai esigente e ferma sul lavoro ma altrettanto “pasticciona” e disordinata smessi i panni della costumista. Pertanto il metodo escogitato era probabilmente l'unico modo per avere un controllo totale sull'andamento della pellicola, visto che come ben noto, le scene non vengono mai girate in modo consequenziale, seguendo il copione scena per scena, ma secondo la logica, i criteri e le tempistiche scelte e dettate dal regista o dalle diverse esigenze di produzione: dalla disponibilità delle locations alle condizioni atmosferiche.

Ritengo che la mia famiglia abbia fatto la scelta più giusta e utile. Aver donato infatti questo importante archivio, fa sì che molti dei giovani che oggi frequentano il Centro Cinema Città di Cesena, possano aver modo di documentarsi e conoscere ulteriori curiosità, segreti e modi di lavorare di un cinema che sembra quasi parlare una lingua diversa, di un tempo ormai lontano anni luce dalla cultura contemporanea che più ci appartiene. La cultura più propriamente detta “dello zapping” o “digitale”; una  realtà veloce e schizofrenica a cui il cinema, suo malgrado, si è saputo abilmente adattare, creando un pubblico sempre più distratto e privo di memoria. 

Giacomo von Normann

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Orari mostra in Biblioteca: 
lunedì chiuso
da martedì a sabato 9.00 - 19.00
domenica 16.00 - 20.00 

Orari mostra al cinema S. Biagio:
Tutti i giorni negli orari di apertura del cinema 

http://www.comune.cesena.fc.it/sanbiagiocesena/cliciak-2015

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