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Intervista a Eleonora Vicario direttrice del Concorso Lirico Internazionale Jole De Maria

Scritto da Giulia Piccioni


In occasione del avvio del bando 2016 della quarta edizione del Concorso Lirico Internazionale Jole De Maria che si terrà a Monterotondo (Roma), presso il Teatro Comunale Ramarini, dal 23 al 25 giugno 2016, dedicato a cantanti lirici di tutti i registri vocali – soprano, mezzosoprano/contralto, controtenore, tenore, baritono, basso - e di tutte le nazionalità, la nostra redattrice Giulia Piccioni intervista Eleonora Vicario, direttrice organizzativa e fondatrice del Concorso.

  

Giulia Piccioni: Come giudica lo stato attuale dei conservatori italiani? Molti giovani talenti si rivolgono all'estero per perfezionarsi, crede sia una scelta artistica oppure di opportunità?

 

Eleonora Vicario: I Conservatori sono l'unica possibilità di formazione completa in Italia dal momento che i licei musicali sono ancora pochissimi e la musica nelle scuole, nella maggioranza dei casi, si limita a strazianti canzoncine con il flauto dolce. Molti insegnanti si impegnano con le proprie energie a creare cori polifonici e a trasformare le "recite scolastiche" in veri spettacoli ma sono ancora pochi. Tutto questo perché la musica non entra ancora di diritto nella cultura di base. Di conseguenza, la professione di "musicista" è svilita con retribuzioni irrispettose per l'impegno che comporta fregiarsi di quel titolo e "il cantante" tenta la strada più semplice della musica leggera e della televisione. Le esperienze all'estero dei nostri giovani talenti lirici sono la speranza di un lavoro serio e riconosciuto mentre tantissimi cantanti lirici, da tutto il mondo, vengono a studiare proprio nei nostri conservatori per migliorare la loro preparazione.

 

G.P.: Nel vostro concorso mettete a disposizione anche un team di truccatori e parrucchieri. Sempre più spesso nei teatri dell'opera assistiamo a mise en scène minimaliste e "moderne". L'opera secondo lei ha bisogno di modernizzarsi?

 

E.V.: La mia è una risposta del tutto personale: non riesco a seguire un'opera dell'ottocento fuori contesto e, lo scenario pieno di cubi o con i mimi nello sfondo, mi distrae e mi elimina l'emozione. Ci sarebbe bisogno, piuttosto, di un Verdi del 2000! Detto questo, i nostri truccatori e parrucchieri si occupano di aiutare le finaliste del Concorso ad adeguare il viso e i capelli agli splendidi abiti che hanno scelto di indossare nella serata finale di gala. 

 

G.P.: Siete arrivati alla quarta edizione, come pensa abbia influito il concorso sul territorio?

 

E.V.: In passato, per mancanza di fondi adeguati, c'è stata una carenza nella pubblicizzazione dell'evento. Sebbene nelle scorse edizioni  il teatro fosse pieno, principalmente per i molti spettatori romani, credo che il nostro arrivo "in sordina" a Monterotondo stia facendo incuriosire i cittadini: nella recente presentazione del Concorso, in una serata in cui il Rotary club Monterotondo-Mentana ci ha ospitati, in molti hanno chiesto come reperire i biglietti della serata finale. Ci teniamo a precisare che la Finale, che si terrà il 25 Giugno, sarà a ingresso gratuito proprio per permettere a tutti la possibilità di ascoltare una musica "diversa" e accetteremo offerte da devolvere alla Ricerca sul cancro.

 

G.P.: Nel nostro Paese spesso si trovano non poche difficoltà nell'organizzare festival e competizioni di musica classica, ma lo stesso discorso vale per tutto il settore culturale. Come vi siete mossi a livello organizzativo per trovare le risorse?

 

E.V.: Le grandi Istituzioni ci hanno concesso il patrocinio ma, purtroppo, non aiuti economici. Il Comune di Monterotondo ci ha spiegato di non avere fondi da investire ma ci ha promesso un piccolo aiuto, non quantificato. Abbiamo tentato di partecipare a bandi ma non siamo riusciti ad essere ammessi per cui ci siamo rivolti a sponsor privati, industriali della zona, che ci stanno sostenendo. Poi abbiamo organizzato un concerto e una serie di piccoli eventi (I salotti di Arcipelago) con i quali abbiamo raccolto un po' di fondi e inoltre, come negli scorsi anni, abbiamo organizzato una piccola lotteria. Ogni anno, la ricerca delle risorse è il problema principale.

 

G.P.: Eleonora Vicario, lei proviene da un background legato alla medicina e alla psicologia. Il concorso organizzato dall'associazione Arcipelago, è una importante palcoscenico per sensibilizzare il pubblico sulla ricerca utile contro il cancro. Com'è nata l'idea di gemellare un evento legato alla musica d'opera con un tema così apparentemente lontano?

 

E.V.: Il mio lavoro di psichiatra mi ha portato spessissimo a contatto con pazienti che sviluppavano una grave depressione dopo una diagnosi di cancro. Una malattia così devastante ha bisogno dell'impegno di ognuno di noi per tentare di sconfiggerla quindi, riuscire a raccogliere fondi per poterla studiare al meglio, diventa naturale. Con la musica, la pittura, con qualsiasi forma d'arte, ci possiamo impegnare ad aiutare i nostri Ricercatori. Inoltre, Jole De Maria è morta nel 2007 a causa di una neoplasia: il legame è ancora più stretto.

 

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